Col nuovo anno, 18 dei 33 lavoratori precari della nostra facoltà non hanno visto rinnovato il proprio contratto di lavoro, dopo anni di attività in biblioteca o in servizi generali e attività amministrativa. Noi di soQQuadro esprimiamo la nostra totale solidarietà alle persone "licenziate" e alle loro famiglie. Per noi studenti un evento del genere ha anche una connotazione affettiva oltre che etica, sociale o politica: abbiamo passato anni in compagnia di queste persone e in molti casi si sono creati anche dei rapporti di amicizia, oltre che di stima. Non smettiamo quindi di sperare in una soluzione che possa restituirci i servizi di tutti i 33 lavoratori.
Tuttavia siamo anche perplessi sulle modalità di confronto che si sono delineate tra i due fronti dei "licenziati"/manifestanti e la facoltà. Noi comprendiamo sia le dure urla dei manifestanti, sia le più delicate parole della lettera aperta del Rettore sulla homepage del sito di Facoltà. Riteniamo però che slogan e parole eleganti non ci consentano di capire a fondo il problema e di risolvere nel migliore dei modi il conflitto. Ancora una volta crediamo che la strada migliore da percorrere non passi attraverso i megafoni e i comunicati stampa ma si snodi attraverso i dialoghi, le proposte e la collaborazione.
Tra le voci di corridoio e i discorsi da bar si sono anche affacciate le idee di eventuali tagli nella spesa destinata ai docenti e ai laboratori di eccellenza. Queste proposte, per molti aspetti ingenue e burocraticamente fantascientifiche, sono pericolosissime e contrarie a quanto noi studenti chiediamo da anni: più qualità nell''offerta formativa, più discipline caratterizzanti per il corso di laurea in Scienze della Comunicazione e più occasioni per mettere in contatto i nostri studenti con le realtà più dinamiche e innovative della cultura e della comunicazione in ambito nazionale e internazionale. In un percorso serio di riflessione, gli studenti dovrebbero interrogarsi sull''intero spettro delle conseguenze della crisi sul percorso formativo. Quest''anno i nostri laureati hanno dovuto confrontarsi, ad esempio, con una drastica riduzione dei posti di dottorato di ricerca.
Prima di esprimere giudizi, prima dei proclami affrettati e prima di formulare eventuali proposte, vogliamo chiarirci le idee. Il nostro fine sarà quello di informare e di ospitare le voci di tutti coloro che vorranno concederci la loro attenzione. |