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Dal
paradosso temporale al montaggio paradossale.
<<prima pagina n.0
di Elisa Leanza
Dedicandolo a coloro i quali volessero
approcciarsi per la prima volta a una visione di questo tipo (o a
quelli che invece desiderano approfondire l’argomento) ciò che si
vuole proporre è una sorta di breve “percorso consigliato”, che si
snoda in maniera decisamente essenziale fra le più recenti
produzioni cinematografiche aventi come tema fondamentale la
manipolazione del tempo, inteso come paradosso cronologico o come
espediente narrativo. Partendo da quella che ormai è una pellicola
cult del genere, il Ritorno al futuro di un ispiratissimo
Zemeckis, è possibile arrivare agilmente a due delle produzioni più
interessanti degli ultimi anni, vittime dell’indifferenza mediatica
la prima e di un eccessivo hype la seconda.
Stiamo parlando di The Butterfly
Effect e di Donnie Darko, entrambi ascrivibili al filone
della “commedia adolescenziale” intrisa di una talvolta bizzarra
vena titano-fatalista ma profondamente diversi nelle loro linee
estetiche essenziali. Se uno è il frutto di un cervellotico
intreccio fra potenza e atto, possibilità e volontà, la pellicola di
Kelly assume i contorni di un ispiratissimo affresco sociale,
psicologico e fantascientifico. La stratificazione interpretativa
necessaria alla piena comprensione del film (che solo apparentemente
si risolve in maniera quasi banale) ha causato una netta scissione a
livello critico: dopotutto, occorre sottolineare che Donnie Darko
nasce fuori dagli USA come “caso mediatico”, spinto innanzi dal
tam tam virtuale che in breve tempo l’ha elevato al livello di
un piccolo cult.
Voce decisamente fuori dal coro è
invece quella di Nolan, che con il suo Memento gioca su una
costruzione narrativa ribaltata, sfruttando l’espediente della
perdita di memoria del protagonista e proponendo l’intera fabula
(per dirla alla maniera dei formalisti russi) secondo un
intreccio che parte dalla fine e pian piano si snoda fino ad
arrivare all’inizio della vicenda. Il risultato, ovviamente, non può
che essere meravigliosamente destabilizzante.
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