Mediaset: un Grande Fratello aziendale

di Luisa Lo Re

Rispetto della privacy o Grande Fratello? Quello che sta succedendo alla Mediaset sembra avvicinarsi molto di più al reality show.

L’azienda fondata dal presidente del Consiglio è stata infatti accusata dalla Cgil di aver inserito dei microchip nei tesserini dei dipendenti. In questo modo sarebbe possibile controllare tutti gli spostamenti del lavoratore all’interno dell’azienda. La Mediaset potrebbe così archiviare tutti i dati riguardanti le pause alle macchinette, il tempo trascorso al bagno quello trascorso all’interno dell’ufficio a lavorare. I nuovi tesserini-spia sarebbero stati distribuiti ai 2500 dipendenti alla fine del 2004.

Il tutto viene messo ancor più in risalto dalla dichiarazione del Garante della privacy risalente a soli venti giorni fa in cui tutte le aziende sono state messe in guardia dall’utilizzo di macchinari di vario genere per il controllo dei lavoratori.

Da parte sua Mediaset si dichiara particolarmente stupita per le accuse rivoltegli e, soprattutto, innocente. Secondo l’azienda i tesserini hanno il solo scopo di percepire anticipatamente la presenza di un dipendente. Questo processo permetterebbe di accelerare i tempi perché diventa superfluo “far passare” il normale tesserino per l’apertura delle varie porte.

Inoltre l’azienda sostiene che queste stesse tecniche vengono utilizzate anche in altre imprese. Ma, cosa più importante, Mediaset afferma che la possibilità di utilizzare questi microchip per controllare il lavoratore non implica l’effettivo utilizzo in tal senso. Infatti l’azienda dichiara che “ammesso, e non concesso, che queste tecnologie consentano un controllo a distanza, Mediaset non è interessata a utilizzarlo” tanto che dice di aver rassicurato più volte i propri dipendenti in tal senso. Motivo, quest’ultimo, che concorre allo stupore generale dell’azienda.

In ogni caso, l’utilizzo del microcircuito Rfid viola, secondo la Cgil, l'articolo 28 della legge 300 del 1970, lo Statuto dei Lavoratori che vieta i controlli a distanza dell'attività lavorativa mediante impianti audiovisivi ed altre apparecchiature.

La Cgil comunica, inoltre, che sarebbe bastato che Mediaset avesse comunicato l’elenco delle antenne che rilevavano la presenza del tesserino e, quindi, del lavoratore. Elenco che Mediaset non ha mai voluto fornire.

<<prima pagina n.0