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QUEENS OF THE
STONE AGE - LULLABIES TO PARALYZE (2005, Interscope / Universal)
A cura di Emanuele Brunetto -
www.ilcibicida.com
TRACKLIST:
1 This lullaby
2 Medication
3 Everybody knows that you’re insane
4 Tangled up in plaid
5 Burn the witch
6 In my head
7 Little sister
8 I never came
9 Someone’s in the wolf
10 The blood is love
11 Skin on skin
12 Broken box
13 You’ve got a killer scene there man
14 Long slow goodbye
- hidden track -
Preceduto dal
singolo apripista Little Sister (oggetto di un videoclip
sinceramente non all’altezza delle ultime “videate” della band), esce nel
marzo 2005 la quarta fatica in studio delle Regine dell’età della pietra,
al secolo i Queens Of The Stone Age. Travagliato il percorso che ha
portato il rosso Josh Homme alla realizzazione di Lullabies To Paralyze,
fatto dal successo planetario di Songs For The Deaf, dal tour in giro per
il mondo, dalle partecipazioni dei membri della band ad altri lavori, da
problemi di salute, dalle voci circa un possibile scioglimento dei QOTSA,
e soprattutto dalla dipartita del bassista storico Nick Oliveri. Homme
aveva dimostrato, fin dai tempi dei Kyuss, come il perno delle sue band
fosse lui e lui solo, e che nonostante le innumerevoli variazioni nelle
line-up era sempre riuscito a ripetersi ad altissimi livelli. Questa volta
il vocalist dei QOTSA non riesce a divincolarsi alla perfezione nella
“selva oscura” in cui (anche per colpa sua) era riuscito a cacciarsi. Ma
le problematiche non vanno ricercate solo nell’assenza dell’eclettico e
barbuto Nick; certamente la mancanza dell’apporto di Oliveri si sente
eccome, soprattutto nella sessione ritmica, che risulta decisamente meno
incalzante e marcata di quella di Songs For The Deaf, il che riesce un pò
a snaturare quel sound a cui ci avevano abituati i QOTSA (forse la sola
Tangled Up In Plaid riesce a colpire come una No One Knows). Mark
Lanegan, mica un nome da poco. Anche qui l’ex leader degli Screaming Trees
prova a dare una mano all’amico Homme, ma il suo apporto, causa gli
impegni nella realizzazione del suo Bubblegum, si limita in Lullabies To
Paralyze a soli tre brani (superbo nella “slow” You’ve Got A Killer
Scene There Man), troppo poco per sentirne l’enorme influsso
(legittimo pensare che anche in sede di registrazione e missaggio Lanegan
sia stato alla larga). Dave Grohl, altro pezzo forte del precedente
lavoro, è qui assente, e la cosa pesa alquanto; difficile trovare al
giorno d’oggi un batterista ai livelli di Grohl, con quella sua follia
dietro le pelli che aveva dato quel tocco di imprevedibilità che fa di un
buon lavoro un ottimo lavoro. E poi le collaborazioni scelte questa volta:
c’è Shirley Manson (Garbage), c'è Billy Gibbons (ZZ Top), c'è Dean Ween (Ween),
c'è Jesse Hughes (Eagles Of Death Metal, il side-project di Homme), e c’è
la dolce metà di Homme Brody Dalle (leader dei The Distillers),
probabilmente apparizioni selezionate male, o quantomeno male utilizzate
(il loro apporto si limita a qualche back vocal); e ci si domanda come mai
il leader dei QOTSA non abbia pensato a quella P.J. Harvey che aveva
furoreggiato nell’ultimo capitolo delle Desert Sessions e che trascorre in
generale un ottimo momento di forma artistica (oltretutto P.J. ha in
questi anni dimostrato un certo feeling con Homme). Ma la pecca più grossa
sembra da imputare comunque a Josh Homme: i brani sono leggermente
monotoni, mancano di quegli scatti irruenti che colpivano allo stomaco in
Songs For The Deaf, sono troppo lineari e poco “personalizzati”, con una
eccessiva presenza di episodi “lenti” che chi ha conosciuto i vecchi QOTSA
non può riuscire a digerire. Ma attenzione, Lullabies To Paralyze è
complessivamente un gran bel disco, ce ne fossero in giro di album che
valgano almeno la metà di questo; solo che sinceramente, dopo quasi tre
anni di attesa, ci si aspettava qualcosa di “forte” e d’impatto come ogni
altro lavoro dei QOTSA, band che ad ogni uscita discografica era riuscita
ad aggiungere volta per volta una nuova pietra al capitolo stoner-rock…
diciamo che questa volta i QOTSA sono riusciti “semplicemente” a
confermarsi ai vertici del loro genere, senza apportare nessuna decisiva
aggiunta a quanto fatto finora.
Nota: oltre ad
Homme fanno parte della nuova line-up dei QOSTA il batterista Joey
Castillo, il bassista Dan Duff e il chitarrista (ex A Perfect Circle) Troy
Van Leeuwen.
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