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Specialistica cercasi
di Alessandro Fragalà
Sono
passati quasi quattro anni dall’istituzione a Catania del Corso di
Laurea in Scienze della Comunicazione, atteso e sospirato da
migliaia di giovani che fino a quel momento erano costretti a
trasferirsi a Palermo o in città del Nord Italia. La nascita del
corso ha portato una ventata di novità presso la facoltà di Lettere
e Filosofia, fino a quel momento ancorata alla “classicità” delle
sue lauree. Dopo tre anni di polemiche, cambiamenti e ribaltoni
( che hanno fatto si che il corso diventasse concorrenziale con
quelli di altri atenei ), 41 “piccoli eroi” sono riusciti a
laurearsi rispettando la tempistica stabilita dall’ordinamento.
Com’è ben noto il nuovo ordinamento prevede, dopo i tre anni, un
secondo corso di laurea, specialistico, atto a formare delle figure
professionali ben precise, e sarebbe quindi prevedibile che ogni
corso di laurea si ramifichi, poi, in diverse specializzazioni. La
nostra Facoltà, per mancanza di fondi o di volontà, ha “regalato” ai
laureati in Scienze della Comunicazione, una sola Laurea
specialistica, che, per opinione di molti, di specialistico non ha
quasi nulla. I nostri piccoli eroi hanno quindi iniziato a cercare e
ricercare altri corsi in giro per l’Italia; niente di più difficile,
considerando che i laureati catanesi per iscriversi altrove devono
integrare dai 15 ai 35 crediti, soglia oltre la quale si viene
ricacciati indietro. Costretti a partire, costretti ad emigrare come
nel secolo scorso, ma c’è chi è costretto a rimanere.
Mi chiedo
come ai vertici dell’ateneo catanese non venga affrontato un
problema così importante, risolvibile con una migliore distribuzione
dei fondi ( stranamente concentrati verso le facoltà scientifiche ),
che possa permettere di investire sul personale docente che nel
campo della comunicazione risulta scadente e inadeguato. Un
investimento che, in ottica futura, formerebbe nuovi docenti in
ambito locale e permetterebbe sviluppo culturale ed economico nella
provincia di Catania, territorio dove il settore della comunicazione
è tutto da inventare.
Evidentemente la crescita e la formazione dei “giovani della
comunicazione” non è ben vista nella città di Catania.
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