Terry e Einstein

di Sergio De luca

Terry Schiavo non è solo l’icona emblematica di un vuoto legislativo che appartiene  all’apparato giuridico americano e di buona parte di quello occidentale, ma anche e soprattutto  l’indice più significativo di una mancanza di riferimento che fa parte  del retaggio culturale del novecento.

E’ infatti sotto gli occhi di tutti come i temi che riguardano la vita e la bioetica in generale sono ancora trattati talvolta come dei tabù e tali altre volte con occhio ideologico e con fare inquisitore.

L’insicurezza che scaturisce con tutta la sua valenza distruttrice anche tra chi è schierato fermamente tra le fila della vita a tutti i costi  e tra chi invece sostiene la libertà degli individui   è determinata  dall’impatto psichico che ci travolge all’interno di una vita, di una persona, di una famiglia.

 Il problema eutanasia non è così solo oggetto di discussione di qualche tavolo filosofico al quale partecipano solo professori universitari che parlano un linguaggio ai più incomprensibile richiamando l’etica Kantiana o di qualche tavolo religioso, ma entra con forza nella vita  di tutti noi.

Credo che per provare a  dare una soluzione alla  questione etica  (premettendo che non ho la presunzione di dare risposte definitive) , bisogna uscire dalla vita di questa donna e concentrarsi sulla valenza del dibattito che vede come protagonista il rapporto tra etica e scienza.

In primo luogo  il problema  del rapporto tra l’uomo e se  stesso, gli altri e il mondo deve uscire definitivamente dalla logica dialettica della tesi e dell’antitesi che lo ha caratterizzato nelle sue forme più “popolari”, cioè nei commenti e nei pensieri che ci arrivano dai mezzi della comunicazione, solo sgombrando il campo dagli ideologismi da bar  si può realmente cominciare a parlare di etica.

Come ho già detto in altre sedi non credo che costruire un sistema guida che parta da considerazioni teoretiche  possa essere in qualche modo utile nell’elaborare una buona legislazione ed infatti deve essere questo il primo obbiettivo del mondo Politico ; regolare ove possibile in maniera stringente le questioni dell’etica.

Fino ad adesso si è vissuto in alcuni paesi; secondo la contingenza storica, ed  in altri; la mano protettrice del mondo politico ha preferito rinviare la discussione a quando , dicono, la società sarà più matura per affrontare argomenti così delicati.

Il problema però rimane e si affaccia con maggior vigore ogni volta che questioni come quella in esame entrano nelle nostre case.

Immaginare per un attimo un mondo in cui tutti i problemi che riguardano il rapporto tra morale e ricerca vengono risolti , significa credere ad un mondo teleologicamente ordinato  in cui il telos è rappresentato da una immagine salvifica del dualismo uomo-scienza,la rappresentazione di questo mondo rievoca in me immagini poco rassicuranti oltre che spaventarmi terribilmente.

Credo che lo sforzo intellettuale che  si debba fare deve essere quello di ripensare ermeneuticamente la scienza cercando di declinare ogni politica seconda “l’etica della responsabilità”

Naturalmente non si intende in questa sede dare nessuna linea totalizzante né tantomeno abbandonare acriticamente sotto l’egida dell’etica della responsabilità le questioni etiche ma questo approccio al problema può rappresentare uno spunto di riflessione .

Questo breve articolo non vuole rappresentare la soluzione alle questioni etiche ma con grande modestia dare un contributo al metodo di approccio al dibattito sulla morale .

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