Tre metri sopra il cielo
Più che un libro, un’interminabile emozione

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di Greta Milici

 

“Il Sole sta salendo, è una bella mattinata. Babi sta andando a scuola, Step non è ancora andato a dormire dalla notte prima. Un giorno come un altro. Ma al semaforo si trovano uno accanto all’altra. E allora quello non sarà un giorno come tutti gli altri.”
Una storia d’amore circolata per anni in fotocopie diventando un cult fra i giovani romani, oggi è un libro. Il primo romanzo di Federico Moccia.
Le ragazze vestono le marche del momento, parlano di moda, si preparano ad incontrare il ragazzo dei sogni.
I ragazzi vanno in giro col Bmw del padre, fanno a botte, corrono con le moto.
Babi è una ragazza studiosa ed educata; Step è un violento, uno che passa il tempo in palestra, al bar con gli amici, a correre con le moto.
Un giorno, le loro vite si incrociano. Ė una mattina, un attimo. Appartengono a mondi totalmente diversi, eppure finiscono per innamorarsi.
Babi diventa irriconoscibile agli occhi dei genitori, Step mostra un lato di sé che non ha niente in comune con la sua immagine da superduro.
Nasce una storia d’amore. Anzi, nasce la storia d’amore. Quella che tutti sogniamo. Quella che ci fa ridere e piangere. La storia d’amore che ci travolge, che ci cambia la vita.
L’autore del romanzo descrive in modo sublime questa storia. Frasi cariche di emozioni ci fanno sognare, ridere, commuovere.
Attorno a Step e Babi, ruotano le “faccende” adolescenziali. Babi deve affrontare i genitori, una sorella ancora troppo immatura, una professoressa tutt’altro che buona, una migliore amica che s’innamora.
Step deve affrontare un padre pretensioso, una madre che nasconde un segreto, un fratello totalmente diverso da lui, un migliore amico che si mette sempre nei guai.
Sono giovani. Sono arrabbiati da impazzire. E sono innamorati. Così tanto da sentirsi tre metri sopra il cielo.
Ė un amore che va oltre ogni cosa. Ė litigare e fare pace. Ė portarla in giro con la moto, farle sentire l’odore del mare, farle vedere posti che non aveva mai visto.
Ė vederlo nonostante i divieti dei genitori, fare sega a scuola, picchiare un’altra per gelosia. Ė fare l’amore con lui per la prima volta.
All’interno del romanzo, numerosi sono i riferimenti alla musica. I giovani ascoltano le canzoni, le canticchiano in testa, pensano alle parole e le associano alla propria vita.
“Tre metri sopra il cielo” è un frammento di vita adolescenziale di due giovani qualsiasi, in cui ognuno di noi può ritrovare qualcosa di proprio, calarsi nel ruolo che più gli rassomiglia.
Ė un libro che tutti dovrebbero leggere. Giovani e adulti. Scettici e sognatori. Donne e uomini.
Ė qualcosa di più di un semplice libro. Ė un’interminabile emozione. Ė qualcosa che non finisce appena si gira l’ultima pagina.
Ė così. “Tre metri sopra il cielo” non finisce mai. Continua ad esserci. Nei nostri cuori, ma soprattutto nelle nostre vite.
In tutti coloro che almeno una volta si sono sentiti o si sentiranno come Step.
In tutte coloro che almeno una volta si sono sentite o si sentiranno come Babi.
Il romanzo, già splendido per il suo contenuto, è reso ancor più bello dal modo di scrivere dell’autore. Magico.
Leggete e vi perdete in quelle parole, sfogliate le pagine senza nemmeno accorgervene, finite il libro e non vi sembra vero. E anche solo leggendo, vi sentite già tre metri sopra il cielo.