"Clapton is God"
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di Massimo Vinci

 

<<Clapton is God>>, basterebbero queste tre parole, che campeggiarono sui muri di Londra negli anni sessanta alla vigilia di un suo concerto, per dare un idea di ciò che Clapton ha rappresentato per il mondo delle sei corde. Da sempre schivo e lontano dagli eccessi mondani propri delle rockstar, “Slow Hand”, così chiamato per il suo modo di suonare, è certamente uno dei punti di riferimento per qualunque chitarrista blues e rock-blues. Un bianco che suona come un negro, impeccabile bluesman negli esordi con Yardbirds e Bluesbreakers, rocker e sperimentatore psichedelico con i Cream, probabilmente la band seminale più importante nella storia di un certo rock venato di blues.

La vita privata di Clapton è contraddistinta da un alternarsi continuo di alti e bassi, da rinascite e cadute nel tunnel della tossicodipendenza e dal dramma della scomparsa del figlio avuto da Lory Del Santo, precipitato giù da una finestra a soli due anni.

Meno travagliata la vicenda artistica di “Slow Hand”,  sempre di alto livello,che ha i suoi picchi nel 1967 con “Disraeli Gears”, album registrato dai Cream e contenente “Sunshine of Your Love”, brano divenuto ormai storico, sul cui riff si sono formate intere generazioni di chitarristi e nel 1970 con il brano Layla, canzone dedicata a Patty Boyd moglie dell’amico George Harrison, che  sposerà nove anni dopo. Vale la pena sottolineare che ciò non incrinò i rapporti trai due e che Clapton fu protagonista anche di una breve, ma intensa, collaborazione con i Beatles, registrando il solo di chitarra in “While my guitar gently weeps” canzone scritta da Harrison per il “White album” e nei cui crediti non appare per non gettare ombre sull’amico.

Negli ultimi anni Mr. Clapton è stato protagonista di un ritorno alle radici del blues con album come ”From the Cradle”, “Riding with the King” registrato insieme a B.B. King e soprattutto “Me and Mr.Johnson” sommo omaggio a Robert Johnson, padre del Blues moderno. Per gli appassionati di chitarre infine come non citare alcune dei suoi strumenti come le Gibson SG e Les Paul del periodo Cream e le varie Stratocaster  di quello solista, tra le quali spicca certamente Blackie, nata dall’assemblaggio di vari pezzi e messa all’asta (per poi ricomprarla) più volte per finanziare un centro di riabilitazione dalla tossicodipendenza aperto dallo stesso Clapton nell’isola di Antigua e ribattezzato “Crossroad”, guarda caso il nome di un brano di Eric Johnson.