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Mentre tutto sembra tranquillo, l’ateneo di Catania affronta il
problema “requisiti minimi”
Requisiti minimi…quiete dopo la tempesta?
Il ministero, prima avverte “Requisiti in ordine o si chiude”
poi corregge il tiro: “ Flessibilità”
di Massimo Caponetto
L’anno accademico è ormai approdato alle porte della primavera , gli
studenti Catanesi mettono via i maglioni e iniziano ad uscire con
indumenti decisamente più leggeri; è periodo di esami straordinari e
sessioni di laurea, tutto scorre in modo normale.
Ma in tutta questa normalità studentesca, l’Ateneo di Catania ha
attraversato un momento di crisi, a tutti i livelli, e in quasi
tutte le facoltà, il tema discusso tra gli addetti ai lavori (vedi
docenti) nei consigli di Facoltà e in sedi meno istituzionali (vedi
stanze dei dipartimenti) sono stati i requisiti minimi, ovvero le
percentuali che permettono ad un corso di laurea di rispettare i
valori necessari per non incorrere nelle temute disposizioni del
ministero della pubblica istruzione.
Molto probabilmente vi starete chiedendo quali sono questi requisiti
minimi e come si ottengono. Bene, i requisiti minimi essenzialmente
sono stabiliti con delle percentuali riferite al numero dei docenti
in proporzione con gli studenti iscritti, ma vi sono anche delle
valutazioni legate alle strutture come aule, laboratori, aulette
informatiche e tutte quelle infrastrutture necessarie per lo
svolgimento delle normali attività didattiche.
In base a questi parametri sono arrivate le percentuali dei nostri
corsi e la soglia minima da raggiungere per rispettare i parametri.
Nella Facoltà di Lettere e Filosofia due corsi: quelli di Scienze
della comunicazione e quello di Beni culturali di Siracusa
risultavano “fuori legge” ovvero al di sotto dei valori stabiliti
dal ministero per quanto riguarda il rapporto docenti incardinati /
studenti iscritti. Che cosa si intende per docenti incardinati?
Un docente incardinato è un docente di seconda fascia ovvero un
docente che è al di sotto del ordinario e sopra ad un contrattista,
in parole semplici risulta legalmente “appartenere” alla facoltà del
corso in cui opera.
La questione dell’incardinamento è da sempre una delle più delicate
all’interno delle singole Facoltà considerando che i bandi sono a
detta di tutti da tempo bloccati.
La situazione è dunque subito delicata, gli equilibri all’interno
dei consigli di facoltà vacillano, c’è chi vocifera della possibile
chiusura dei corsi irregolari, chi getta acqua sul fuoco e dice che
tutto si risolverà.
Passano un paio di giorni, la situazione sembra normalizzarsi,
l’allarme rientra, i presidenti dei corsi di laurea spiegano che il
pro-rettore ha calcolato tutti i valori e dal ministero sono
arrivati messaggi di flessibilità.
In una discussione nella stanza 121, ovvero la stanza del Presidente
del corso di Laurea Gabriella Alfieri mi viene comunicato che la
nostra irregolarità e calcolata in uno 0, 50 che verrà regolarizzato
con l’insegnamento di lingua tedesca tenuto dal Professore Dolei,
“altre, continua la professoressa Alfieri , sono le questioni che
aspettiamo il ministero ci chiarisca: i criteri delle nuove tabelle
ministeriali e lo scorporo tra triennio e biennio”.
La situazione come detto sembra rientrare, gli studenti continuano a
dare materie e a sprofondare dentro libri e fotocopie.
Si avverte la sensazione di qualcosa che sta per avvenire, qualcosa
che cambierà ancora una volta le carte in tavola, ma gli studenti
vorranno e sapranno ancora giocare? Ma soprattutto si renderanno
conto che il gioco è già bello che iniziato.
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