Tv voyeur

Cronaca di una morte annunciata…

<<indietro

di Alessandro Fragalà

 

La televisione ormai ci accompagna passo dopo passo nella nostra vita. Dal 1954 è diventata come un familiare che cresce insieme a noi. E’ innegabile l’importanza che questo mass-media ha avuto e continuerà ad avere per la nostra nazione e per la nostra storia; ci ha permesso, infatti, di essere in prima fila in ogni evento, di essere informati subito dopo l’avvenimento di un fatto. Nel corso degli anni il mezzo ha comunque accentuato questo suo carattere spionistico, cadendo purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, nel voyeurismo vero e proprio. La tv che racconta la tragedia, che cerca di scrutare le emozioni della gente comune che soffre; non era mai accaduto prima del 1981, quando le telecamere della Rai seguirono costantemente la tragedia del bimbo caduto nel pozzo. Circa 15 ore di diretta continua, seguita da milioni di italiani, pieni di speranza, o forse solo pieni di curiosità. Da quel momento la tv ha seguito tutti gli eventi più importanti e più tragici della storia italiana e mondiale. Il primo attacco americano all’Iraq seguito in diretta dalle telecamere della CNN, più recentemente l’attacco alle torri gemelle e il crollo di quest’ultime, scene che sembravano far parte di un riuscitissimo film, ma che invece facevano parte della storia.

Sono molti gli esempi di casi nei quali la televisione si è trovata principale oratrice di avvenimenti, ma ultimamente abbiamo forse raggiunto il limite della decenza. La morte di Papa Giovanni Paolo II è stata trasformata in uno squallido show televisivo.

Dal giovedì sera in poi, interminabili trasmissioni hanno aspettato il decesso del Pontefice, e lo hanno dato per avvenuto molto prima della realtà. Tutte le sei reti generaliste con telecamere fisse su Piazza SanPietro, attendevano impazienti il momento della dipartita di un uomo, Papa sì, ma in questo caso semplicemente un uomo.

Casi limite a mio parere, la giornalista di RaiTre Bianca Berlinguer che durante la trasmissione “Primo Piano” sembrava quasi non vedesse l’ora di poter dare per prima la fatidica notizia. Per non parlare dell’ormai noto speculatore delle tragedie, Bruno Vespa. Porta a porta è diventato uno show tra i più squallidi mai visti. Continui servizi di ricordi e commiato preparati chissà da quanto tempo, ricerca di un possibile nuovo Papa, con il precedente ancora in vita; Vespa che ricordava continuamente le sue precedenti esperienze televisive sulle morti dei Papi e sui conclavi. Fino alla “sospirata” notizia, alle 21.37 di un sabato sera. Qualcuno, purtroppo, avrà tirato un sospiro di sollievo, perché se il Papa resisteva ancora, cosa si mandava in onda per coprire i palinsesti, stravolti in segno di lutto, prima del lutto?

Non so se questo sia il limite massimo o se si possa ancora andare oltre, sarà il futuro a dircelo; certo, fa pensare la pubblicità che da circa un mese passa su Canale 5 della fiction “Karol – Un uomo diventato Papa” e che subito dopo la morte del Pontefice ha sostituito il “prossimamente” con una data certa.