60° Anniversario della liberazione dalla dittatura fascista.
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di Mario Cicala

Oggi 25 Aprile 2005, 60° anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dal nazismo, questa ricorrenza assume diversi significati. Il significato della memoria di ciò che non deve essere dimenticato. Il ricordo di quegli uomini e di quelle donne che hanno messo la loro vita a repentaglio per qualcosa di grande in cui credevano: la libertà e una società più giusta. La memoria di chi ha avuto il coraggio di svegliarsi dal torpore del silenzio e di schierarsi dalla parte opposta per lottare contro la repressione di una dittatura. Il senso della difesa di quei valori oggi, sta nella difesa della nostra costituzione, nella quale uguaglianza e libertà sono valori fondamentali, come la fuga da qualsiasi ritorno verso quel clima che favorì la crescita del fascismo in Italia. La costituzione non è “comunista”, come qualcuno vuol farci credere, ma è la sintesi dei valori di diverse culture che contro la dittatura e la repressione si schierarono e lottarono.
Per questo, qualsiasi italiano dovrebbe sentirsi figlio di quel giorno e ricordare che se oggi ogni cittadino possiede dei diritti, se oggi possiamo permetterci di pensare ed esprimere liberamente le nostre idee, lo dobbiamo a quelle persone che sono morte o che hanno rischiato di perdere la vita perché nessuno dopo di loro dovesse rivivere la miseria e l’odio di quegli anni così bui del ‘900.

“La Liberazione ha posto le basi per il rinnovamento della lotta politica in Italia, e da questa lotta civile è nata la Costituzione, per ora fortunatamente vigente. La libertà vale per tutti, anche per coloro che non sanno che cosa farsene o non la vogliono. Richiamo la vostra attenzione soprattutto su due capisaldi della nostra Repubblica: l' art. 2, secondo cui "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell' uomo"; e l' art. 3, secondo cui "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale". Imprimiamoli bene nella nostra mente questi due principi. Non credo ci possa essere qualcuno che vi si oppone. E allora diciamo che sino a che varranno ci sarà uno Stato democratico in Italia, e sino a che ci sarà uno Stato democratico l' origine di questo Stato è da cercare in quello che è successo in Italia e in Europa nei primi giorni dell' aprile 1945, quando sono stati sconfitti nazismo e fascismo i cui principi erano antitetici.”

NORBERTO BOBBIO, La Repubblica - Martedì, 26 aprile 1994

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