“Qualche rotonda in meno e più fondi per la ricerca”
La promessa di Enzo Bianco per i giovani.
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di Alessandro Fragalà

“Qualche rotonda in meno e più fondi per la ricerca”. Queste le parole del candidato sindaco di Catania Enzo Bianco, durante l’incontro con i giovani tenutosi il 14 aprile presso la Facoltà di Lettere. Parole che hanno suscitato l’interesse e l’aspettativa dei ragazzi presenti, consci di quelle che sono le difficoltà economiche e le arretratezze in cui si trovano alcune Facoltà catanesi. Una vera promessa o solo parole da “campagna elettorale”? Se lo chiedono un po’ tutti, ma, ovviamente nessuno può sapere la risposta. Certo è che Bianco ha pronunciato le parole che in quel momento e in quel determinato luogo, tutti volevano ascoltare. Ha espresso solidarietà per i ragazzi non residenti che popolano la città e che hanno pieno diritto di espressione durante una campagna elettorale. L’intendimento del candidato sindaco è di creare una città modello “Bologna Universitaria”, dove sia la crescita culturale a determinare la crescita economica, dove nessuno studente sia costretto a rifugiarsi in qualche città del nord, per paura di un “non futuro” a Catania, dove non ci sia più speculazione sull’affitto dei posti letto per i fuori sede. La città dovrà crescere insieme all’Università.
Lo speriamo davvero in tanti, e saranno solo le urne a decidere se i catanesi preferiscono “rotonde e stradoni” alla crescita culturale e al futuro dei giovani; si riuscissero a conciliare le due cose, utopisticamente, sarebbe l’ideale un po’ per tutti, ma qualcosa molto difficile da rendere possibile. Credo però che agli studenti catanesi possa bastare una più equa ripartizione dei fondi universitari tra le varie facoltà, superando la forte contraddizione di un Rettore, un Sindaco e un Presidente della Provincia fortemente legati alla Facoltà di Medicina.
Le mie accuse sono forti, ma spinte da una condizione disagiata di alcune Facoltà su altre che è ormai diventata insostenibile per tutti. Chi è colpevole di tutto ciò, verrà probabilmente mandato a casa dal voto popolare, chi ha proposte nuove per il futuro, sarà premiato dalla gente.
 

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