Auditel e libera concorrenza

di Salvo Tomarchio

 

Succede che un giorno Sitcom, un editore proprietario di quattro ottimi canali satellitari del bouquet Sky, si stufa di essere ignorato dall’Auditel e presenta un esposto alla Corte d’Appello di Milano. Vince il ricorso e blocca la diffusione dei dati Auditel sui canali satellitari.

Sulla base di molti sondaggi Eurisko che danno il gruppo Sitcom tra i più popolari, il giudice ha sancito la posizione di dominio irregolare nel settore del rilevamento ascolti e ha notato come alcune anomalie tecniche impediscono ai canali satellitari di emergere nelle percentuali di ascolto. Ma, soprattutto, ha denunciato la paradossale situazione per cui Rai e Mediaset, ovviamente dirette interessate, controllano il 60% della società che gestisce Auditel; sono, dunque, giudici e concorrenti.

Torniamo un attimo indietro. Per i pochi che non sapessero cos’è Auditel basta sapere che è un sistema di rilevamento degli ascolti basato su un campione di 5101 famiglie italiane cui viene applicato un “Meter” di rilevamento sul televisore che registra il gradimento dei programmi televisivi e poi elabora la percentuale nazionale.
Nato come strumento di studio statistico, ad uso dei pubblicitari, per orientare meglio gli investimenti; in regime di concorrenza e duopolio tra Rai e Mediaset è diventato l’arbitro unico della sorte di molti programmi televisivi.
Più ascolti significano più investimenti pubblicitari e dunque più guadagno. Succede spesso però che i maggiori ascolti li facciano i programmi peggiori ed ecco spiegato l’orribile spettacolo cui Rai e Mediaset si prestano.
Infarcire i palinsesti di tette e culi e inondarci di reality show e quiz, di certo porta più soldi di Super Quark e di Sciuscià.

E’ ovvio il danno per tutti quei canali che, per impedimenti tecnici o per altro, non emergono con buone percentuali da quello che è l’unico sistema di rilevamento dati. Basse percentuali di ascolto non attirano investimenti pubblicitari e condannano alla chiusura molte realtà significative della Tv satellitare che si distinguono per qualità e diversificazione dell’offerta.
Auditel, a questo punto è ovvio, fa il gioco del duopolio Rai-Mediaset e soffoca sul nascere le poche possiblità di offerta plurale che esistono nello stagnante panorama italiano.

L’importanza della sentenza della Corte d’Appello è grande per diversi motivi.
Innanzitutto la pronuncia crea un precedente di giurisprudenza autorevole. Poi, avendo anche predisposto un indagine dell’Autorità per le telecomunicazioni, crea le condizioni per una riforma del sistema di rilevamento dati che ad oggi risulta ingiusta e inefficiente.
E’ il primo colpo all’intero sistema del mercato pubblicitario televisivo e non. Le storture di questo sistema hanno prodotto un enorme concentrazione delle risorse sul mezzo televisivo a scapito della carta stampata e di tutti gli altri media.
Una più equa raccolta degli indici di ascolto porterebbe ad una distribuzione più razionale delle risorse. La partita è grande perché in gioco ci sono la libera concorrenza e il pluralismo dell’informazione.

 

[Leggi commenti][Commenta l'articolo]