L'inchiesta è divisa in tre parti, nella prima parte si parlerà
della differenza tra il software proprietario e quello libero, nella
seconda parte si indagheranno i brevetti dal punto di vista delle
aziende e dei governi , nella terza è ultima parte si analizzeranno
le implicazioni etiche.
BASTA,VOGLIO I SORGENTI!
(1/3)
Perché preferire il software libero
di
Gabriella Meloni
In questi mesi il Parlamento Europeo sta discutendo la nuova legge
sui brevetti sul software, ovvero sulla possibilità o meno di
adattare la legge europea a quella, estremamente restrittiva, basata
sul modello americano. In questa prima parte della nostra inchiesta
sui brevetti parleremo essenzialmente della differenza tra il
software brevettato, e quindi proprietario, e il software libero, o
Open Source (a sorgente aperto), e di come questa vicenda ci
riguardi tutti da vicino.
Un software proprietario, poco importa che sia un sistema operativo
o una singola applicazione, è, per così dire, un “software
blindato”, ovvero che l'utente può soltanto utilizzare, ma non
può modificare.
Un software Open Source invece, è un software
che fornisce anche il codice sorgente (ovvero “la matrice”)
dell'intero sistema operativo o del singolo programma, consentendo
all'utente di modificare o adattare il tutto alle proprie esigenze.
Cercheremo ora di spiegare, in tre punti, Perché è meglio preferire
un software OS a uno proprietario.
Il software proprietario si paga, quello OS no: quando
acquistate un computer con un sistema Windows preinstallato, è bene
che sappiate che lo state pagando. Sul costo complessivo del pc,
dovete considerare una cifra in più, che va dagli 88 € circa per la
versione di XP Home agli oltre 299 € della versione XP Pro con
Service Pack 2. Ovviamente, anche su questo pagherete l'IVA senza
accorgervene, perché il tutto verrà calcolato sul costo complessivo
della macchina.
Il software OS, invece, non si paga, a meno che non scegliate alcune
distribuzioni, (come SuSE o RedHat), ma in questo caso non pagate il
sistema operativo, ma solo il fatto che le ditte in questione si
siano prese la briga di raccogliere per voi migliaia di programmi,
che potrebbero servirvi, e li abbiano messi insieme in più cd o dvd.
Ma il codice resta libero!
Un sw proprietario è meno sicuro e meno stabile: l'Università
Tecnica di Berlino ha rilevato in suo studio (cslug.linux.it/cslug/brevetti/matbrev.pdf),
che i brevetti software promuovono lo sviluppo di software poco
sicuro: infatti solo la possibilità di ispezionare il codice
consente di individuare eventuali intrusioni. Nei sistemi OS il
codice è aperto, quindi controllabile. Inoltre, a molti di voi sarà
capitato di incontrare “the blue screen of death – lo schermo blu
della morte”, ovvero la famosa schermata blu di Windows che vi
avvisa che un'applicazione ha creato un errore irreversibile, e che
è necessario riavviare il sistema. Nella maggior parte dei casi
questo implica una perdita di dati. Nei sistemi OS, il sistema
operativo è indipendente dai vari programmi, per cui, se
un'applicazione va in errore, potete semplicemente chiuderla senza
perdere nulla. Il sistema continuerà comunque a funzionare.
Con un sistema proprietario non riuscirete a
liberarvi dello spam o dei virus: tutta l'infrastruttura di
Internet (server, connessioni, etc.) è basata su software OS,
mentre la maggior parte dei programmi antivirus o anti-spam sono
proprietari, e quindi “blindati”. Questo significa che non è
possibile adattarli alle continue mutazioni della rete. I sistemi OS
sono mantenuti da una numerosissima comunità di sviluppatori
volontari, in grado di trovare, pressoché in tempo reale, un difetto
o un virus, e fornire la giusta soluzione entro 2 o 3 giorni al
massimo.
Detto questo, vorremmo provare a indagare sulle ricadute economiche
ad ampio raggio, ovvero quelle che riguardano le imprese, le
Pubbliche Amministrazioni e i Governi in generale. E questo sarà
proprio l'argomento del prossimo articolo di questa mini-inchiesta.
1/2/3
>>
[Leggi commenti][Commenta l'articolo] |