QUANTO CI COSTANO I BREVETTI?   (2/3)

Il sistema dei brevetti dal punto di vista delle aziende e dei Governi

di Gabriella Meloni

 

Nel 1974 fu stipulata la Convenzione Europea sui brevetti (EPC – European Patent Convention): non si tratta di un accordo specifico dell'Unione Europea, ma piuttosto di un accordo multinazionale. Prima di entrare nel merito del contenuto dell'EPC, è bene puntualizzare una sostanziale differenza: quella tra brevetti e diritto d'autore. Il brevetto è decisamente più generico (si può brevettare qualunque idea, come vedremo in seguito), è molto più costoso in termini di gestione, e dura “solo” 20 anni, che però, nel campo della tecnologia dell'informazione, equivalgono a un'eternità.

Ma vediamo subito il contenuto dell'articolo 54 dell'EPC, quello che determina cosa è o non è brevettabile in termini di software: al secondo comma i “metodi matematici” e i “programmi per computer” sono definiti “invenzioni non brevettabili”; ma il terzo comme prevede un'esclusione di brevettabilità “legata a questioni e attività in quanto tali. Proprio su quest'ultima espressione hanno trovato un valido appiglio le grandi multinazionali del software: nella loro interpretazione di queste tre parole, l'intero comma suona come un permesso di brevettare il software non in quanto tale, ma come parte integrante di qualcos'altro: per esempio un sistema operativo, come il Windows Media Player, brevettato dalla Microsoft come parte integrante di Windows.

Così, purché parte integrante di un qualcosa, a chiunque potrebbe venire in mente di brevettare il cestino virtuale della carta straccia, o la barra di scorrimento, proprio quella che state usando per leggere questo articolo, e vi toccherebbe pure pagare per farlo!

L'immediata e più visibile conseguenza di questo aspetto, è che, dati i costi di gestione, soltanto multinazionali e governi potranno permettersi di acquisire migliaia di brevetti, cosa che consentirà loro di stipulare accordi sempre più vantaggiosi (i cosiddetti “cross -licensing”), che vedrà la nascita di cartelli sempre più vasti, mentre le piccole o medie imprese saranno costrette a sottomettersi alla cosiddetta “mafia dei brevetti”. In pratica funziona così: non avendo la possibilità economica di brevettare qualcosa di mio, sono costretto a stipulare un accordo di “revenue – sharing”, ovvero devo versare parte dei profitti al possessore del brevetto: in parole povere, una sorta di pizzo, che trasforma chi ha migliaia di brevetti in un estorsore camuffato e protetto dalla legge!

E ancora: prendiamo la IBM. La nota industria possiede più di 4000 brevetti: ammesso che io, piccola impresa, riesca a brevettare qualcosa di mio, non avrò mai, considerata la mole, la possibilità di sapere se il mio brevetto sia in conflitto con la massa di quelli dell'IBM (per esempio).

E' per questo motivo che, il 6/9/2004, la Free Software Foundation italiana (Fondazione per il Software Libero - http://www.italy.fsfeurope.org/index.it.html) ha scritto un appello al Governo dell'Unione Europea, denunciando il grave pericolo di perdita di competitività che la corsa sfrenata ai brevetti comporterebbe.

E l'Italia? Facciamo un po' i conti in tasca a questo Governo: nel 2001, nella Pubblica Amministrazione, sono stati spesi 675 milioni di euro per licenze software, e una buona percentuale è servita per la manutenzione e la gestione di questi programmi (ricordate cosa dicevamo nel precedente articolo?).(Fonte: Commissione su “Indagine conoscitiva sul software a sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione” - www.italia.gov.it).

Il 19 maggio del 2002  l'on. Stanca, Ministro per l'Innovazione Tecnologica, di concerto con il Ministro Moratti, decide di “elargire”, a chi ha compiuto 17 anni, un contributo di 176 € per l'acquisto di pc. Ora, con 176 € non si compra un computer, ma il sistema operativo preinstallato si!

Come se si dicesse: io ti pago Windows e tu ti compri un computer (spendendoci, se va bene, altri 600 €). Un vero incentivo!

Non contenti di ciò, il 1° dicembre del 2004,  il Centro Nazionale per l'Informatizzazione nella Pubblica Amministrazione sigla con la Microsoft un accordo per la fornitura di licenze software, di durata triennale, ma con pagamento annuale!

A questo punto giova ricordare che enti come la CIA, l'FBI, la NASA e governi come Francia, Austria, Germania, Spagna e Messico hanno definitivamente adottato piattaforme esclusivamente Open Source, e che il rifiuto da parte del Brasile di Lula dell'offerta di Microsoft di licenze a basso costo, rivela in realtà una questione etica relativa ai brevetti, argomento che affronteremo nell'ultima parte di questo percorso.

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