Spagnolo si...spagnolo no                                                                                               <<indietro

di Massimo Caponetto

Si è da poco chiusa la sessione straordinaria d’esami, e come ogni sessione che si rispetti anche questa ha portato all’attenzione della Facoltà una problematica legata alla lingua Spagnola insegnata dal Professore Rosario Trovato.
Come tutti gli studenti o quasi tutti sanno la lingua straniera inserita nel piano di studi del terzo anno è legalmente considerata una ulteriore conoscenza della lingua straniera e dunque viene valutata con una idoneità.

Si è molto disquisito sulla necessità di evitare che questa non valutazione in trentesimi evitasse che la materia venisse presa in poca considerazione ma la maggior parte degli studenti che la devono dare sono prossimi alla laurea e molti di loro non sono riusciti a frequentare assiduamente le lezioni perché sotto tesi di laurea.

La questione in quest’ultima sessione è degenerata poiché, il Professore Trovato a detta degli studenti non ha permesso a chi non aveva superato lo scritto di potersi presentare comunque all’orale. Regolamento alla mano sappiamo che, nella nostra Facoltà, soltanto due insegnamenti prevedono uno scritto obbligatorio, ovvero la prova di Greco e quella di Latino.

La situazione è dunque critica, considerato l’alto numero di laureandi che devono assolutamente dare la materia per potersi laureare, studenti che da qualche mese sono in agitazione e chiedono che, considerata la mancanza di valutazione, vi sia una maggiore elasticità.

Comprendere da che parte sia la ragione in un tema delicato come questo penso sia inutile ed antiproducente, poiché se da un lato il docente ha il diritto di poter compiere il proprio lavoro al meglio, gli studenti hanno il diritto, a norma di regolamento, di fare l’esame orale avendo o non avendo superato lo scritto.

In questo momento a richiesta degli studenti è stata aperta una raccolta di firme che, attraverso i rappresentanti, verrà consegnata al Preside per porre rimedio ad una questione che si trascina da troppo tempo.
Nella speranza che il buon senso abbia il sopravvento è giusto porci degli interrogativi sulla organizzazione e la didattica di alcune materie per scongiurare che situazioni del genere si possano ripetere.

 

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