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LE
CROCIATE
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A cura di Vittorio Bertone -
www.ilcibicida.com
ANNO:

2005
PAESE:
U.S.A.
REGIA:
Ridley Scott
CAST:
Orlando Bloom
Liam Neeson
Jeremy Irons
Edward Norton
Eva Green
Ghassan Mossoud
TITOLO
ORIGINALE:
Kingdom of Heaven
Una fotografia cupa e austera accompagna lo
scorrere dei primi fotogrammi; anno di riferimento, coordinate
geografiche, una famiglia non c’è più, una fede si è sgretolata. Si
tratta di una struttura cara al regista inglese che lo spettatore
non tarda a riconoscere; Il Gladiatore (2000), presentava un
incipit paradossalmente identico: veniva plasmato il background del
protagonista, condotte all’estremo le sue emozioni/reazioni mentre
una domanda insita andava formandosi: “è adesso che cosa
succederà?”. Le Crociate, nonostante le intenzioni
iniziali di Ridley Scott e qualche critica gratuita di troppo (è
moda snobbare le megaproduzioni poco noiose), è un perfetto saggio
sull’equilibrio storico tra passato e presente, laddove nulla è solo
ciò che sembra e tutto è quello che si vuole fare intendere.
Gerusalemme è l’epicentro culturale di due mondi, di due pensieri
opposti ma allo stesso tempo confluenti, in nome e per conto di un
Dio, sanguinolento e giustificatore, vengono compiute razzie,
violenze, ingiustizie. La religione è solo un pretesto. Non ci sono
battaglie epiche (nonostante le numerose comparse e il ricorso alla
ricostruzione digitale) in questo film, né combattimenti da
palpitazione per gli adolescenti in sala, troppi lavori sono stati
battezzati negli ultimi anni con frasi di lancio del tipo “la
scena di guerra più realistica che sia stata mai portata sullo
schermo”, Scott è un professionista e queste cose le sa; il suo
è un continuo puntare sull’elemento artistico, sulla ricercatezza
dell’immagine, sull’eleganza dei protagonisti. Non si può restare
indifferenti dinanzi al portamento di un mascherato Edward Norton,
nei panni del lebbroso Baldovino IV, o del morente Liam Neeson
(Goffredo), certo, alcune movenze di Orlando Bloom lasciano il tempo
che trovano, ma il comportamento complessivo del cast fa si che
anche il giovane attore venga ripescato. A completamento dell’opera,
un ottimo commento musicale preso in prestito dallo scottiano
Hannibal (2001) e dal dark-movie Il Corvo (1994). Ricco
di spunti sia di riflessione che di critica, il quindicesimo
lungometraggio di uno dei filmakers più importanti della storia del
cinema, non solo risulta essere un prodotto gradevole la cui visione
è a tutti consigliata (se poi le parabole sulla convivenza non fanno
per voi…) ma anche un cleaner per il recente Black Hawk Down
(2001), pacchiana trasposizione dello stato d’animo ferito
dell’America post 11 settembre. Didascalico ma importante.
Nota 1: gran parte delle comparse sono state
fornite dall'esercito del Marocco.
Nota 2: è prevista l'uscita per il mercato DVD
di una versione integrale della pellicola di 3 ore e 40 minuti.
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