Neolaureato? No stage? Ahi, ahi, ahi!                                                                             <<indietro

di Daniela Seggi
 

Dura la vita per i neolaureati in cerca di prima occupazione: oggi la parola d’ordine per entrare nel mondo del lavoro è “stage”. L’oscura parola, da pronunciare rigorosamente alla francese e non all’anglosassone, si riferisce ad un periodo di formazione da svolgere presso un’azienda privata o un ente pubblico.

Secondo una ricerca svolta dal mensile per gli studenti “Campus”, il 76% dei 370 imprenditori e managers italiani intervistati non assumerebbe un neolaureato senza esperienza lavorativa. Un giovane, quindi, si trova davanti al problema di dover avere esperienza senza alcuna possibilità per procurarsela.

Ecco quindi che accorre in aiuto la parola magica, lo stage.

Il tirocinio permette di osservare dall’interno gli ingranaggi della macchina aziendale. Ha una durata massima di dodici mesi ed è coperto da assicurazione.

Oggi gli stagisti sono una vera e propria categoria a sé nel mondo del lavoro: giovani volenterosi, senza retribuzione né sicurezze per il futuro. Una nuova forma di precariato, insomma, che però aiuta nella rincorsa al posto fisso.

Secondo gli intervistati sono apprezzati soprattutto l’entusiasmo, l‘umiltà, la voglia di fare e il dinamismo. Qualità che di certo non mancano ai neolaurati.

Ma la possibilità di dimostrarle? Questa è tutta un'altra storia...

 

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