LA NOSTRA VITA NELLE MANI…DI QUALCUN’ALTRO                                                                     <<indietro

di Lisa Gullotta

Venerdì, ore 23.40, autostrada A-18 direzione Messina, Ford Focus con a bordo due giovani coppie di età compresa tra i 24 e i 31 anni si dirige alla volta di Taormina, al km 41 improvvisamente il conducente perde il controllo dell’autovettura. La Focus carambola mentre sopraggiunge una Mercedes ad alta velocità che non riuscendo ne a rallentare, ne ad evitare la Ford, la travolge….

Lacrime, dolore, disperazione, panico…le componenti che si fondono sconvolgendo l’ignaro passante. Il quale, compreso il cruento avvenuto, facendosi coraggio, si avvicina alle auto coinvolte e contemporaneamente compone un numero sul suo cellulare digitando 3 cifre: 1 1 8.

Scene come questa sono solite precedere l’innesco di quel meccanismo conosciuto come 118.
Ma che cos’è il 118?È un servizio di pronto intervento sanitario coordinato da un medico rianimatore, attivo 24 ore su 24. Ad ogni richiesta di soccorso, la Centrale Operativa risponde con l’invio del mezzo più adeguato.

La chiamata è gratuita da qualsiasi telefono; alla risposta dell’operatore bisogna comunicare con calma e precisione, dove e cosa è successo ed il numero delle persone coinvolte. All’utente vengono poste alcune domande al fine di inquadrare l’evento nella giusta dimensione. Molti pensano che siano una perdita di tempo, pensiero legato al concetto secondo il quale le ambulanze siano tutte uguali e servano solo per trasportare in fretta un ferito. Sbagliato! Esistono vari tipi di ambulanze che differiscono per attrezzature e personale, inoltre il paziente può e deve ricevere l’adeguata assistenza fin dal primo momento.

Fornire dati completi ed esaurienti non significa perdere tempo prezioso ma guadagnarlo e a volte vuol dire salvare una vita, mettendola nelle mani…di qualcun altro.

 

[Leggi commenti][Commenta l'articolo]