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Antony
and the Johnsons @ Mercati Generali
<<indietro
di Monica Saso
8 maggio 2005. Un pianoforte a coda è
sistemato sul palco dei Mercati Generali, le luci sono già basse e
l’attesa è palpabile. Antony - accompagnato dai Johnsons - presenta
a Catania I am a bird now, il suo secondo album, e la
data è in sold out già da parecchie settimane.
Tra la curiosità un po’ di tutti, fa
il suo ingresso una figura corpulenta ed androgina, che appare quasi
goffa nella sua timidezza. Si accomoda al piano e si trasforma: con
i primi tasti sfiorati, con le prime note della sua voce l’atmosfera
si scioglie e Antony dà prova della sua eleganza, della sua gran
classe. Il concerto procede con un susseguirsi di brani del nuovo
album e dell’omonimo precedente lavoro, covers e
semi-improvvisazioni. Scivola senza una piega tra i vocalizzi di
My lady story, le note delicate di Cripple and the Starfish,
in un arrangiamento che però la priva del pathos e del dramma che le
è proprio, la splendida The Lake, versione musicata del
poemetto di Poe. Non mancano i pezzi forti di I am a Bird now,
intimi ed autobiografici: You are my sister, Bird Guhl,
For today I am a boy; Antony canta il suo essere fragile, il
suo modo di essere donna, e l’effetto è tutt’altro che
bizzarro: è davvero un angelo al piano, un angelo al femminile, per
quanto paradossale possa apparire. Instaura un coinvolgimento, un
feeling tutto particolare con il pubblico, che sembra davvero
comprendere ed apprezzare, tanto nei silenzi, quanto nei momenti
d’improvvisazione: ci chiama ad accompagnarlo in Dust and Water,
una clapping song che viene intonata per una decina di minuti,
dalla quale sembra essere molto divertito.
Splendide perle anche le cover, Soft Black Stars dei Current
93, Guests di Leonard Cohen, Candy Says dei Velvet
Underground. Scorrono veloci le quasi due ore di esecuzione,
i Johnsons sono impeccabili, quest’omone dalla strana capigliatura
ci delizia, senza mai appesantire i momenti più delicati, senza mai
risultare eccessivo o artificiale. La sua spontaneità è disarmante,
la sua voce lo è ancor di più.
Un concerto emozionante, un talento puro, unico, degno
dell’attenzione che sta finalmente guadagnando, con quel sorriso
ingenuo da bambino sul viso. Con il suo fare dimesso, con la libertà
di essere diverso, come il volo degli uccelli che tanto bene ha
saputo descrivere.
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