MODENA CITY RAMBLERS - APPUNTI PARTIGIANI (2005, Mescal)                     <<indietro

a cura di Nicola Sezzi - www.ilcibicida.com
 

TRACKLIST:
1 Bella ciao
2 Auschwitz
3 Oltre il ponte
4 I ribelli della montagna
5 La guerra di Piero
6 Al Dievel
7 All you fascists
8 Notte di San Severo
9 Il sentiero
10 Il partigiano John
11 L’unica superstite
12 Spara Jurij
13 La pianura dei sette fratelli
14 Pietà l’è morta
15 Viva l’Italia

Noi sognavamo un mondo diverso, un mondo di libertà, un mondo di giustizia, un mondo di pace e un mondo di fratellanza e serenità. Ora ho 85 anni, da allora ne sono passati 60... e purtroppo questo mondo non c’è... dunque riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la vostra lotta” - “Il comandante Diablo” (partigiano Germano Nicolini)

Canti della tradizione partigiana come Bella ciao, I ribelli della montagna, Pietà l’è morta, scritti di Italo Calvino (Oltre il ponte), le grandi canzoni che da sempre scuotono la nostra coscienza a tratti sopita (La guerra di Piero, Auschwitz, Viva l’Italia e Spara Jurij): questi sono gli Appunti Partigiani dei Modena City Ramblers, il loro ultimo lavoro in studio volto a celebrare i sessanta anni della liberazione dell’Italia dal Nazifascismo, e ricordare chi ha lottato e rischiato la vita per questa causa. Il booklet sembra essere la continuazione “su carta” dell’album. Sono presenti passi tratti dagli Scritti giovanili di Gramsci, dal canto partigiano Il bersagliere ha cento penne (interpretata anche dai C.S.I.), versi di Lindo Ferretti e pensieri di Ligabue. Il tutto arricchito dai brani Al Dievel e Il sentiero, unici inediti dell’album. Fa da cornice lo splendido accompagnamento musicale: fisarmonica, organo, mandolino, chitarra classica, acustica ed elettrica, basso, clarinetto, trombe, ed infine percussioni. Una bellissima miscela musicale che anno dopo anno ha determinato lo “stile” dei MCR, divenuto un “ipotetico” marchio di fabbrica. “Appunti Partigiani” è un album affascinante, che rifiuta connotazioni temporali, un album che fa rivivere la memoria storica di un paese. Un album “coraggioso”, ma questa non è una novità per il gruppo! Da segnalare le collaborazioni di Morgan, Piero Pelù, Goran Bregovic (che ha diretto l’orchestra in “Bella ciao”), Ginevra Di Marco, Paolo Rossi, Guccini, Finaz (Bandabardò), e i ringaraziamenti a tutti coloro che sono stati vicino a questo progetto: De Gregori, Ligabue, Ferretti, F. Magnelli, Africa Unite, Max Casacci e i Subsonica e tanti tanti altri.

E’ doveroso riportare quanto scritto sulla cover posteriore del cd:
“Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sé il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. E’ facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e di denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi” (dichiarazione di “Hermann Goring”, gerarca nazista al processo di Norimberga).

 

 

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