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Il primo Referendum nella storia
dell'autonomia siciliana
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di Bruno Urso
Il primo Referendum nella storia
dell'autonomia siciliana, si chiude con una partecipazione alle urne
del 16% degli aventi diritto. Ma l'assenza del quorum basta a far
passare la nuova legge elettorale, voluta dai partiti del centro
destra e timidamente osteggiata da qualche esponente del centro
sinistra, che condanna i partiti minori a scomparire dalla assemblea
regionale. Il punto più discusso della nuova legge riguarda
lo sbarramento al 5% che diventa soglia minima per poter accedere
all'ars.
Secondo quanto
stabilito da questa legge, Il candidato presidente farà parte di una
lista che comprenderà nove candidati ognuno per ogni provincia. Il
capo lista che otterrà il maggior numero di preferenza, anche se non
raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti, verrà eletto senza
bisogno di ballottaggio. Il 90% dei seggi verrà diviso
proporzionalmente, il restante 10% verrà dato alla lista vincitrice.
I seggi residui
che non verranno attribuiti alla lista regionale più votata,
verranno divisi in maniera proporzionale tra gli altri partiti,
punto fondamentale che ha convinto buona parte dei Ds e Margherita
ad appoggiare la legge, in quanto godranno di un guadagno del venti
trenta percento dei seggi che normalmente vengono loro assegnati,
anche se la maggioranza di governo risulterà comunque inattaccabile
forte del 60% dei deputati che la mettono al riparo da eventuali
mozioni di sfiducia.
Stupisce la miopia
con cui molti esponenti del centro sinistra hanno guardato alla
legge, che risulta un gradito regalo all’amministrazione Cuffaro, ma
soprattutto sorgono seri dubbi sulla tenuta dell’ “Unione” voluta da
Prodi.
Confrontando la
nuova legge con gli ultimi dati delle elezioni regionali, vengono
esclusi dai giochi politici, il Partito dei Comunisti Italiani, Sdi,
Prc, Italia dei Valori, Verdi e Partito Radicale. L ‘esclusione di
questi partiti, alcuni dei quali con un'importante storia di
militanza e rigore politico alle spalle, in una terra dove la
politica è profondamente segnata dal voto clientelare non può che
essere interpretata come una pesante sconfitta per la
rappresentatività della politica all’interno dell’Assemblea
Regionale Siciliana.
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