RED TAPE
di Valentina Miraglia
Soundslike, 2004 (www.musicandaccidents.com)
“Angry” Andrew Brooks ce l’ha proprio nel
sangue, la musica elettronica. Fa la prima comparsa sulla scena
musicale a soli 16 anni, con un pezzo, “Electric Dance Machine”, che
lascia a bocca aperta la Mantis Recordings, che inevitabilmente
chiederà al giovane talento di registrare un LP intero. “You, Me &
Us”, l’album che ne scaturisce nel 2002, è davvero un inaspettato
brillante esordio.
Ed eccolo di nuovo qui, Angry Andrew, che vanta
fra l’altro collaborazioni con Scissor Sisters e Human League. “Red
Tape” è l’ulteriore testamento della sua elettronica minimale,
fredda e allo stesso tempo profonda, camaleontica. Un ipnotizzante,
allucinato, ben fatto gioco di suoni e rumori.
L’insieme delle tracce sembra quasi una catena
di montaggio industriale, dove techno, elementi anni ’80 e sonorità
tedesche si mescolano in ritmi ossessivi e decisamente ballabili (“Roxxy“),
con un accenno alla deep house in “Burning Buxx” . E ancora, un mix
di riff acustici e clarinetto nell’intro di “Bedbugs”, che rimane da
sfondo per tutto il pezzo; un velo di malinconia nella versione
ipnotica e robotica di “Man – Size” di PJ Harvey; sonorità dark e
notturne in “Do The Math”; ritmi accattivanti e veloci in “Restoration”;
voci melodiche e ritmi quasi sussurrati in “Red Tape”.
E molto, molto altro in questo album cerebrale
ed eclettico, raffinato e ricercato, senza dubbio un prodotto
originale e che, per gli appassionati del genere, è destinato a
diventare un tassello fondamentale dell’elettronica moderna.
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