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Dall'Aula di Montecitorio all'aula di Moratti
<<indietro
di Giovanni Bronzino
In attesa di capire se gli embrioni umani possano frequentare la
scuola primaria o un'inedita scuola embrionale, gran parte della
riforma Moratti sta giungendo a compimento. L'idea portante che
rivoluzionerà l'apprendimento in Italia è frutto di tutte le culture
costituenti la Casa delle Libertà. Si tratta infatti del primo caso
di riforma partecipata: la Moratti faceva passare un libro bianco
tra i banchi della Camera e ogni membro della maggioranza poteva
scrivere la sua. Nome dell'iniziativa: "dai banchi ai banchi senza
un euro alle banche", volendo sottolineare e la cultura degli
onorevoli e l'economicità dell'idea morattiana. Al ministero
dell'istruzione hanno poi sbrogliato la matassa correggendo anche
gli errori di sintassi e ortografia (visto che c'erano), e il
risultato è stato presentato pochi giorni fa. Escludendo le idee più
bizzarre e fantasiose, come quella di far sgorgare la Coca-Cola nei
bagni (al fine di stroncare l'antiamericanismo), o quella di far
studiare i programmi universitari ai bambini e quelli elementari
agli universitari (il mitico modello "a scivolo"), o addirittura
quello di far studiare Darwin che sostiene, udite udite, che
discendiamo dalle scimmie, i tecnici al servizio della Moratti hanno
deciso di accogliere tante idee nuove e interessanti, come quella
della Santanché di An di dotare tutti gli studenti di divisa firmata
e di sedie disegnate da Giugiaro. Passa anche l'idea di un nutrito
gruppo di deputati di Forza Italia di dotare ogni classe di
tricolore e di ritratti di Berlusconi e Bondi. In quest'ultimo caso
l'idea è di divulgare, con esempi concreti, i prototipi del perfetto
maestro e genio (Berlusconi) e del perfetto allievo ossequioso (Bondi).
Per rendere più esplicito e meno ambiguo il messaggio, il ritratto
di Berlusconi sarà 3 metri per 6, mentre quello di Bondi 3 cm per 6.
Ottimo successo ha riscosso anche l'idea di alcuni leghisti di far
studiare i musulmani rivolti verso la Mecca che però, per
convenzione, si è deciso essere sempre dietro la lavagna. Spiega il
capogruppo alla Camera della Lega Nord, l'on. Cè, che con questo
provvedimento "la Padania viene incontro agli studenti musulmani
dandogli la possibilità di pregare rivolti verso la pietra nera
della classe e proprio dal alto dove non scrive mai la maestra o il
professore. Possono anche pregare a voce alta, ma in questo caso va
fatto in dialetto locale, altrimenti in silenzio assoluto".
Aldilà dei singoli provvedimenti, però, quel che conta sono le linee
guida della riforma. La scuola tornerà a dividersi in maschi da un
lato e femmine dall'altro. Nel primo caso la carriera dello studente
si articolerà in cicli didattici, nel secondo in cicli di lavaggio o
mestruali, a seconda dell'età.
All'interno, maschi e femmine, potranno scegliere liberamente e in
base all'ultima dichiarazione dei redditi, se seguire un percorso
rivolto verso l'università o verso l'azienda. Nel primo caso si
comincerà con un ciclo primario (nel senso ospedaliero), quindi uno
secondario (nel senso di chi è già maturo per farsi assecondare) e
infine l'università. Nel secondo caso avremmo invece un primo ciclo
operaio, seguito da un secondo lapidario. L'università è comunque
possibile e va intesa come un terzo ciclo, quello leggendario.
Nelle scuole sede di seggio elettorale sarà previsto anche lo studio
dell'educazione civica: i bambini saranno chiamati a prendere
confidenza con le schede elettorali, mettendo una croce dove trovano
scritte le parole "casa" e/o "libertà".
Importante e fondamentale il ruolo apportato dal presidente della
Cei, Ruini, alla Moratti. Dopo una serie di colloqui tra il ministro
del governo e il ministro di Dio, si è concluso che la riforma ha un
padre a una madre, ovvero Ruini e la CdL. La riforma concepita gode
degli stessi diritti di una persona, quindi non può essere abortita.
Vietati gli emendamenti eterologi, cioè esterni alla coppia, quindi
quelli del centrosinistra. Lo studente sarà chiamato ad avere dubbi
su ciò che apprende e a consultare la Bibbia per risolverli. Chi
viene scoperto a copiare nei compiti in classe, potrà essere
crocifisso come ladrone nel primo venerdì santo utile. Il grembiule
bianco sarà modellato sulla tunica che usa il Gesù del film di
Franco Zeffirelli.
E l'università? Dopo lunghe meditazioni e vive proteste, s'è deciso
di mettere da parte la riforma del "3+2" che debuttò nel 2001.
Negli ultimi tre anni il "3+2" era stato lasciato alla libera
interpretazione dei singoli atenei: per alcuni il risultato doveva
essere 6, per altri 4.2, altri vi leggevano un indicazione
ministeriale a vivere l'università in senso più allegramente
"orgiastico", dopo l'istituzione dell'università di massa nel 1968.
Dal 2005 il ministero punterà al modello a "Y": primo anno comune e
poi ognuno per la sua strada. Come i matrimoni. L'idea è stata
modellata sulle recenti esperienze irakene. L'"Y", infatti, altro
non è che la forma dei fiumi Tigri ed Eufrate che, rigogliosi,
scorrono in Irak. La riforma mesopotamica vorrebbe far del deserto
culturale accademico, una sorta di mezza luna fertile; gli studenti
seguiranno il fiume preferito fino a sfociare in quel mar Rosso che
è la laurea. Una rivoluzione che quindi non toccherà solo il colore
dei confetti di laurea e che vede d'accordo tutti i membri della CdL.
Solo la Lega aveva chiesto di poter far pagare le tasse
universitarie in lire e di poter abilitare ogni latteria delle valli
padane a riscuotere i relativi versamenti.
E intanto dall'opposizione arrivano dure critiche. Fassino (Ds)
chiede di sapere, nella scuola italiana del futuro, che spazio
avranno i pasti. Bertinotti (Prc) chiede di puntare gli occhi sulla
ricreazione e di far sì che gli studenti possano girare liberamente
tra i banchi favorendo le correnti e i movimenti. E se il verde
Pecoraio Scanio è preoccupato del ritorno nei programmi di italiano
dello studio delle frasi nucleari "malgrado un referendum abbia
abrogato il nucleare in Italia", il comunista italiano Diliberto si
chiede se non sia arrivata l'ora di abrogare l'insegnamento in
matematica dei fasci di rette.
Quanto alla Margherita, Rutelli si dichiara pronto a votare la
riforma se i libri di storia smetteranno di ignorare le sue virtù
politiche. Replica dei margheritini prodiani: "Le battaglie contro
gli ignoranti appartengono a noi che fondammo nel 1999 il partito
dell'Asinello!" |