COSTRETTI A DIRE SI
                                                                                                                                           
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di Gabriella Meloni

Questo è l'ultimo numero di “Sapevatelo” online prima del voto referendario del 12-13 giugno, e vale la pena di fare qualche ulteriore considerazione. Come molti di voi già sapranno, verremo chiamati a esprimere la nostra opinione su l'abrogazione o il mantenimento di alcuni articoli della legge 40 sulla fecondazione assistita, articoli che sono stati raggruppati in quattro quesiti: per mantenere questi articoli bisogna votare no, se si vuole che vengano cancellati dalla legge, è necessario votare sì.

Bene. Il primo quesito riguarda la libertà di ricerca scientifica: la legge vieta le ricerche sulle cellule staminali – cellule non ancora specializzate, ma che se vengono impiantate in un organo o in un apparato, ne assumono funzioni e caratteristiche: una delle ipotesi più recenti è quella di potere un giorno guarire il morbo di Alzheimer , impiantando delle cellule staminali che vadano a rimpiazzare quelle degenerate nel cervello. Studi simili  vengono attualmente condotti sul diabete.

Come dire: i malati di patologie genetiche ringraziano, e ringraziano anche gli animali, visto che in mancanza di sperimentazione sulle staminali, il lurido, losco e inefficace traffico della vivisezione sarà l'unica alternativa possibile .

C'è di più: oltre alla questione delle staminali, la legge vieta il congelamento e la sperimentazione sugli embrioni, ovvero su organismi che si sviluppano tra la prima e l'ottava settimana dalla fecondazione, ovvero stiamo parlando di agglomerati di circa 50-100 cellule.

Il secondo quesito, in relazione al primo, proprio perché gli embrioni non si possono congelare, tutti quelli ottenuti devono obbligatoriamente essere impiantati,  e poiché la legge vieta la diagnosi preimpianto, devono essere utilizzati tutti, anche se deteriorati (e quindi con possibilità di gravi malformazioni), e anche se la donna dovesse andare incontro a una gravidanza plurigemellare. Ora, se è vero che poche donne vorrebbero un parto trigemellare, certamente nessuna madre vorrebbe un figlio malato.

E ricorrere all'aborto terapeutico (consentito dalla L.194 fino al 6° mese di gravidanza in caso di gravi malformazioni del nascituro) al quinto mese di gravidanza significa uccidere due volte: una madre e un figlio.

E ancora: il divieto di congelare gli embrioni costringerà le donne a ripetere più volte le pesanti terapie ormonali e le manovre chirurgiche necessarie per ottenere gli ovociti, con maggiori rischi per la loro salute fisica e psicologica.

Inoltre, dalla fecondazione assistita vengono automaticamente escluse tutte le persone che rischiano di trasmettere malattie genetiche: pensate alla Sicilia, dove l'anemia mediterranea è quasi endemica!

Se si potesse fare la diagnosi preimpianto, si potrebbero escludere gli embrioni portatori dell'anemia, e impiantare quelli sani. Forse è un progetto di Bossi per evitare che i terroni si riproducano....

Il terzo quesito poi, personalmente lo considero un capolavoro: è quello che definisce l'embrione come soggetto di diritto con pari dignità rispetto alle altre parti coinvolte, ovvero i futuri (?) papà e mamme. Guardatevi intorno: guardate i vostri parenti, colleghi, professori, e convincetevi che tra loro e un agglomerato di 50-100 cellule non c'è nessuna differenza.

E come fa ad essere considerata persona qualcosa che può trasformarsi in un tumore (http://www.sierr.unina.it/forum/delcanto.htm), o che dopo 14 giorni può diventare due persone?

Beh, se gli embrioni hanno gli stessi diritti, avranno gli stessi doveri: bisognerà che paghino le tasse!

Arriviamo al quarto e ultimo quesito: quello che impedisce la fecondazione eterologa. Un esempio: quello di una coppia in cui l'uomo sia azoospermico, ovvero non produca spermatozoi vitali (ovviamente ci può essere il caso contrario, ovvero che sia la donna a produrre ovociti inadatti). In questi casi, se la coppia desidera avere un figlio, deve necessariamente ricorrere a un donatore esterno. Questa legge lo impedisce, costringendo così queste coppie a recarsi in quei paesi, soprattutto la Spagna, dove la fecondazione eterologa è consentita. In pratica, solo chi se lo potrà permettere (e i costi sono alti), potrà avere un figlio. Che cosa curiosa in un paese a crescita zero!

Ma naturalmente questo numero non si occupa solo dei referendum: abbiamo un felice ritorno della sezione Unigiovani, con molti articoli: uno sguardo all'università di Udine, il Palio di Lettere, e anche il nostro corsivo è dedicato alla riforma universitaria (no, non demordiamo).

Poi un'intrigante Terza Pagina tutta da scoprire e, per la serie “new entry”, un articolo di filosofia sul relativismo.

Per l'attualità, oltre ai referendum, in questo numero parliamo anche di Gino Strada e dell'attività di Emergency, e naturalmente non poteva mancare la nostra rubrica “Miopie contemporanee”.

Buona lettura!

 

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