Emergency ai
benedettini
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di JoeSerpe
Nonostante le numerose bizze del proiettore
dell’aula magna che hanno costretto alla sospensione della
conferenza per ben tre volte, con un Gino Strada che, trattenendosi
dallo sbuffare, continuava a ripetere tra il brusio generale: “c’è
qualche speranza di poter ricominciare?”. Dicevamo, nonostante
queste anomalie e nonostante la pessima acustica della sala che,
dalle parti in cui sedeva il sottoscritto, rendeva indecifrabili una
parola su cinque, la conferenza è stata molto più che interessante,
e la partecipazione animata e numerosa.
Gino Strada ha iniziato parlando dell’aumento
esponenziale del numero di vittime civili nei conflitti degli ultimi
sessant’anni. Ha proiettato delle foto molto “forti” per fornire
un’idea il più possibile veritiera di cos’è la guerra, scusandosi
per la crudezza, ma giustificandola con una frase che va tenuta a
mente: “la guerra non è tecnologia e ‘chirurgia bellica’ come ci si
vuole far credere. La guerra è prima di tutto migliaia di corpi
sbrindellati”.
Ha parlato, dati alla mano, del denaro speso in
armamenti: 956 miliardi di dollari nel 2003 in tutto il mondo,
basterebbero per la sussistenza di un terzo della popolazione.
Ha lanciato una denuncia decisa e senza riserve
contro le attività e, soprattutto, le non-attività dell’ONU:
l’Organizzazione delle Nazioni Unite, stando al suo statuto e alla
“Dichiarazione dei Diritti Umani”, sottoscritta il 10/12/1948,
dovrebbe occuparsi di assicurare un’assistenza sanitaria
“sufficiente a garantire la salute e il benessere” (art. 25) ad ogni
individuo.
Invece gli interventi delle Nazioni Unite in
merito sono palesemente insufficienti.
Ha detto testualmente che “l’ONU è morta”,
specie dopo l’ultimo conflitto in Iraq, che ha di fatto confutato
gran parte dei principi per i quali l’ONU era stata a suo tempo
fondata.
Parole dure sono piovute contro l’Unicef e la
FAO, le due più grandi organizzazioni umanitarie promosse dall’ONU.
Esse, oltre a portare già in sé tutta l’ambiguità delle negligenze
dell’organizzazione che ne è promotrice, non presentano nemmeno
chiare documentazioni sulle loro attività. Ci sono perciò seri
motivi per ritenere che gran parte dei finanziamenti all’Unicef e
alla FAO non vengano impiegati per gli scopi cui erano
originariamente destinati.
Il dato essenziale è che i paesi di fatto più
importanti all’interno del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sono
anche gli stessi paesi che producono l’85% degli armamenti sul
pianeta: ci si può aspettare la garanzia della pace da parte di una
congregazione di evidenti guerraioli?
Ma Strada ha anche parlato più nello specifico
di Emergency, dei suoi 51 centri di soccorso e ospedali fondati in
10 anni, delle tecniche di riabilitazione post-degenza che giungono
fino alla formazione professionale degli ex-pazienti per consentire
loro di vivere del proprio lavoro e mantenere la propria famiglia
nonostante i danni fisici e le mutilazioni. Infine ha illustrato il
progetto di un grandissimo centro di cardiologia in Sudan che verrà
ultimato già alla fine di quest’anno.
Vale certamente la pena di investire il proprio
tempo e il proprio denaro su Emergency, è possibile svolgere
attività di volontariato anche restando in Italia: Gino Strada ha
sottolineato l’importanza di un’informazione capillare tra la gente.
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