Una legge che nega il principio di dignita’                                                                          <<indietro

di Salvo Orfila

Una legge che nega il principio di dignita’…l’eguaglianza delle cittadine di fronte alla legge, ignora il diritto alla salute nel momento in cui esclude la possibilita’ di scelta rispetto alla possibilita’ di cura”. Perentorio il commento del giurista Stefano Rodota’ nel descrivere una legge che, in un solo colpo, smantella diritti che sembravano pienamente acquisiti e che oggi vengono tragicamente rimessi in discussione.
Non mi soffermero’ sull’incostituzionalita’ della legge 40, sulla fecondazione medicalmente assistita. Su come essa ribalti i termini del discorso ponendo al primo posto il diritto del concepito rispetto al diritto della madre, aprendo la strada a gravi modifiche della legge 194 sull’aborto. Su come essa blocchi la ricerca scientifica e aggredisca la salute della donna costretta, a farsi impiantare fino ad un massimo di tre embrioni, non importa se malati, con le conseguenze di alzare la soglia del rischio di aborto oppure di parto plurigemellare.
Desidero piuttosto soffermarmi sul clima ideologico in cui nasce la legge 40 . Un clima fortemente orientato verso una concezione confessionale dello stato, in cui la pluralita’ di sistemi etici viene annientata a vantaggio dei valori di fede. E’ un nuovo fanatismo religioso a tornare in auge ai nostri giorni. Un fanatismo insidioso, mascherato da perbenismo conformista. Eppure basta sentire le continue invettive di Papa Ratzinger contro la “bestia nera” del relativismo, la demonizzazione nei confronti delle ultime scoperte scientifiche, di continui appelli a rivendicare le origini cristiane dell’Europa, per far vedere come, in fondo, la legge 40 sia proprio figlia di questo spirito di crociata. Lo stesso spirito di crociata con cui si e’ innestata un’atmosfera di odio, di discriminazione, di paura nei confronti di tutto cio’ che e’ diverso, estraneo. E’ la stessa paura con cui si fa credere che dietro ogni immigrato vi e’ un terrorista islamico.
 Oggi, con la stessa cieca irrazionalita’ i teocon  di centro-destra e purtroppo presenti anche nel centro-sinistra, animati dalla stessa mentalita’ oscurantista, sparano a zero sul referendum di giorno 12 invitando i cittadini a non esprimere il proprio punto di vista su questa cattiva legge. Essi si appellano a quanto di piu’ viscerale si trova in noi. Fanno presa sulle nostre fobie, sull’incertezza di un futuro che il presente globale non rende certo piu’ roseo. Intanto, nei discorsi viene rispolverata l’ autenticità di razza e di sangue. Parlano di rischio di manipolazione del corpo. Non dicono ad esempio, che  la fecondazione eterologa non introduce artificialmente niente che non sia praticato naturalmente. Si appellano alla vecchia concezione cristiana di famiglia, ad un’idea patriarcale di sapore biblico. Affermano che l’embrione e’ un essere umano non tenendo minimamente in considerazione la sua dipendenza dal corpo e dal desiderio femminile.
Cosi’ si distrugge l’ autodeterminazione della donna e si opta, al suo posto, per la frustrazione di questo desiderio e per la mortificazione del corpo. Un corpo, quello femminile, che viene concepito con questa legge come mero contenitore, non permettendo alla donna di decidere liberamente e consapevolmente su di se’.  In questo modo si puo’ comprendere come il referendum del 12 giugno non sia solamente una risposta da dare ad un quesito ma si carica di connotazioni che vanno ben al di la’. Rappresenta un modo per riaffermare il diritto alla salut, sancito dalla costituzione, la voglia di voler ribadire la nostra liberta’ di individui, la volonta’ di affermarci in quanto tali con l’apertura ad una nuova concezione di vita e di pensiero che sicuramente oggi  viene negata.

[Leggi commenti][Commenta l'articolo]