AAA GIORNALISTI CERCASI

di Maria L.

Non faccio in tempo ad aprire il forum che trovo quest’annuncio postato praticamente dovunque. AAA giornalisti cercasi. Disperatamente. Pirru annega in un piatto di lacrime. Dnl chiara e precisa reclama pezzi. Asi butta una riflessione a metà tra il tragico e la farsa. Quoto: ” .. incredibile.. siamo la facoltà di Scienze della Comunicazione.. E abbiamo carenza di giornalisti...”
Un po’ è lo sdegno, ma in fondo ha ragione.

Forse il caldo ci costringe tutti a stare svenuti e felici sui nostri divani cremisi ricacciati in un salotto-soggiorno più o meno borghese a goderci il condizionatore a temperatura 20 gradi. Raffreddiamo il corpo, e si fredda il pensiero.

Nel frattempo studiamo scienze della comunicazione per diventare un giorno giornalisti, editori, pubblicitari. Raccogliendo come invasati crediti a destra e a manca, aspettiamo il tanto famigerato pezzo di carta per accedere al mondo del proibito – la redazione del Tg3? Articolisti di testate nazionali?.

Nel frattempo sopportiamo stoicamente le accuse di quanti sostengono che il nostro corso di laurea sia una passeggiata. Ci alteriamo, alziamo i toni, ci indigniamo. Ma ci tiriamo indietro se c’è da scrivere un articolo per un giornale on line in pieno agosto. E scegliere tra stare davanti a un computer a raccattare idee o andare a mare non diventa un dilemma.

Ci chiediamo raramente dove vogliamo andare a parare, o ci rassegniamo. Siamo qui perché non c’era altra facoltà a interessarci, o perché a veterinaria non abbiamo passato il test. Siamo studenti motivati o siamo solo ottimisti. Siamo disgustati da un certo tipo di sistema, o solo confusi sulla nostra vita. Siamo disorganizzati, o troppo pigri per interessarci davvero.

Non credo sia utile scadere nel moralismo e predicare messaggi di volontà e impegno accademico. Queste parole per cui credo sia difficile applicare la definizione di “articolo” vorrebbero solo essere una mezza riflessione. L’altra mezza è affidata a molte menti che aspettano il risveglio dal coma senza considerare che un certo torpore di idee dipende solo da noi. Non credo nella possibilità di rivoluzionare il mondo. Almeno non in tempi brevi. E’ già difficile tentare di migliorare noi stessi. Ma in fondo nessuno ci aveva detto che sarebbe stato facile.

 

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