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Il principio d'autorità nella
comunicazione di massa
di Gaetano Nuciforo
Secondo una ricerca
sociologica il giudizio del pubblico televisivo è facilmente
controllabile. I ricercatori, mostrando ad un pubblico di studenti
alcune puntate di Nip/Tuck, li hanno divisi in quattro gruppi e
chiesto loro una valutazione, ma, nel questionario, c’era un
commento già espresso. I commenti erano diversi per ogni gruppo, e,
incredibilmente, le opinioni dei ragazzi risultavano, per la
maggioranza, fedeli ad essi, oltre il sessanta per cento degli
studenti era d’accordo con il commento appena letto. Questo conduce
ad una domanda: è possibile condizionare il nostro giudizio? La
risposta sembra essere sì, sembra che il nostro giudizio possa
essere pilotato da due righe mostrateci prima che esso sia
concretizzato. Il “principio d’autorità” consisteva nella difficoltà
che avevano avuto i filosofi fino alla Rivoluzione Scientifica a
confutare le teorie di Aristotele. Oggi torna alla ribalta
modificato nella sostanza. Si considera inconfutabile qualsiasi cosa
si possa leggere, vedere o ascoltare, assegnando minor valore a ciò
che si pensa. L’autorità del Filosofo viene conferita al mezzo con
cui l’informazione è veicolata, o ad un commento in un questionario
di valutazione di un programma. Un’operazione di condizionamento del
pubblico potrebbe portare al controllo dell’audience televisivo, con
le relative conseguenze. La televisione, diventata IL mezzo di
comunicazione di massa, sembra avere questo potere. Guardiamo alla
situazione della musica in tv: due delle nove reti a diffusione
nazionale sono canali musicali e propongono videoclip a rotazione,
all’interno di programmi condotti dai Vj. Questo nuovo tipo di
conduttore televisivo incarna un modello per ogni adolescente che
trascorre i pomeriggi guardando la tv, prendendone come oro colato
ogni “consiglio”. E proprio i dischi promossi dai Vj occupano le
parti alte delle classifiche di vendita, con una prevedibilità
disarmante. Il principio d’autorità “mediatico” sembra ancora più
pericoloso di quello antico, in quanto l’autorità conferita al mezzo
impedisce la selezione delle informazioni. I filosofi della
Rivoluzione Scientifica hanno combattuto il principio d’autorità
anche a costo della loro vita, ma il messaggio più importante che ci
hanno lasciato è che non c’è niente di vero a priori e possiamo
applicare la nostra capacità di giudizio a qualunque cosa. Ed è
questo che più di tutti dovremmo recuperare per raggiungere una
maggiore autonomia di giudizio e una maggiore libertà.
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