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SLAM
di
Marc Levin
(U.S.A., 1998)
1998 Sundance Film Festival Gran Premio
1998 Festival di Cannes Premio Camera d’Or
Raymond Joshua è un ragazzo nero, è
cresciuto in un ghetto di Washington DC e da solo ha imparato a
vivere per strada. Fa parte di una banda e vive spacciando marijuana
nel suo quartiere. Una notte si trova coinvolto in una sparatoria e
quando arriva la polizia non riesce a scappare e, trovato in
possesso di droga, viene arrestato. È colpevole, ha commesso il
reato di cui è accusato. Ma non vuole pagare, non vuole ammettere le
sue colpe, non sente di aver commesso alcun errore. Si sente vittima
della condizione in cui si trova, e lo è: è una vittima del sistema,
cerca solo di sopravvivere.
In prigione ha paura, è smarrito in
quella moderna nave negriera. È arrabbiato. Non riesce ad integrarsi
ed intorno a sé vede solo complotti, complotti di fratelli neri
contro fratelli neri. Sì, perché in prigione ci sono solo loro. In
prigione ci va il piccolo spacciatore che è costretto dalla vita a
sporcarsi le mani, il borghese figlio di borghese può permettersi di
pagare la cauzione e restare pulito, sentirsi pulito. In prigione
trova la stessa logica del ghetto, diviso in bande, Raymond non
vuole stare dalla parte di nessuno e si isola. Resta solo, solo con
il suo talento, le parole danno un senso alla sua vita. La poesia,
la musica rap, l’immaginazione. Non possiede altro. Raymond è un
rapper nero, un MC. La prigione è un altro ghetto, ritrova i suoi
fratelli afroamericani e ritrova la musica rap. Solo questa lo aiuta
a resistere lì dentro. Il ritmo rap è battuto con le mani sulle
panche, sulle sbarre, sui muri. È dentro di lui, basta la sola voce.
In prigione incontra Lauren Bell,
un’insegnante di lettere, che scopre il suo talento e lo sprona ad
usare le sue potenzialità creative. I due si incontrano e si
scontrano, c’è la passione, ma c’è anche il conflitto. Ma sono i
conflitti che ti fanno crescere e Raymond cresce, è lei ad
insegnargli che la libertà non è fuori, che pensare di
ottenere i propri sogni spacciando droga è parte della trappola.
Poesia ed improvvisazione. Questo è lo
slam. Poesia ed improvvisazione, passione, immaginazione, amore.
Questo è Raymond.
My love is my soul’s imagination. How do I love you? Imagine
a
cura di Roberta Caruso
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