STRINDBERG, TEATRO SENZA DISTANZE

 di Carla Vasta

"I personaggi si frantumano, si moltiplicano, si raddoppiano, evaporano, si allontanano galleggiando, si ritrovano. Ma c'è una coscienza al di sopra di tutti, la coscienza di colui che sogna; per essa non esistono segreti né incoerenze né scrupoli né leggi. Colui che sogna non condanna e non assolve, semplicemente racconta.” (A. Strindberg, Il sogno)

Drammaturgo, poeta, saggista, pittore, attore, giornalista, fotografo e soprattutto prima voce svedese di portata universale. Una voce nata a Stoccolma alla fine del XVII secolo, che si sente fino alla vigilia della prima guerra mondiale. Una voce polemica, che sperimenta, che viaggia, che denuncia e che si contraddice.
Cerca un teatro dove "il tempo e lo spazio non esistono". Un teatro senza logica, senza distanze. Ed è proprio per ridurre quest'ultime che s'ispirerà a Reinhardt e proporrà l'utilizzo di un nuovo genere teatrale: un dramma psicologico interiore, chiamato Kammerspiel o "dramma da camera".
Pubblico e attori vicini, dentro piccoli teatri. Il suo teatro "intimo" si concretizzerà nel 1907, nella sua città natale.


Personaggio complesso con una storia contorta. Leggendo la sua biografia non si corre mai il rischio di annoiarsi: matrimoni su matrimoni (tre per l'esattezza), ripensamenti ideologici (dal naturalismo al superomismo), odi dichiarati (scrisse varie opere misogine), girovago per l'Europa spinto da un esilio "volontario".

Contemporaneo di Ibsen, ispirò Brecht e fu molto amico di Munch. "Munch è il pittore esoterico dell'amore, della gelosia, della morte e della  tristezza"; parole di Strindberg che con Munch aveva in comune, oltre alla sensibilità  culturale, lo spettro di un'infanzia segnata dall'infelicità. Infelicità che si legge nell'autobiografia "Figlio della serva" del 1886-87.

Uomo che crede solo nel sogno di riuscire a far vedere la verità. Sempre alla ricerca di nuovi interrogativi che inevitabilmente lo portavano alla stessa risposta: "la vita è indicibilmente brutta."  Drammaturgo che vuole mettere in scena le sfaccettature della società senza ricorrere alla retorica o a difficoltose acrobazie verbali. Assolutamente originale, in qualsiasi attività si applicasse.

"Una storia può essere raccontata in tanti modi, illuminata da diversi scorci, colorata e decolorata.”

La storia di un uomo considerato l'inventore del teatro contemporaneo.

 

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