id: RE-01 epoca: resistenza autore: Palmiro Togliatti titolo: La Svolta di Salerno data: 2 aprile 1944 pronunciato_in: Salerno / Napoli fonte: l'Unità / Archivio Sito Comunista url: https://www.sitocomunista.it/pci/documenti/svolta_salerno_2.html --- L'Unità, 2 aprile 1944 Ritornato finalmente nel mio paese, dove è oggi il mio «posto» di lotta, voglio che le mie prime parole siano di saluto ai compagni del partito comunista, del partito al quale ho consacrato tutte le mie capacità, tutta la mia attività, tutta la mia esistenza. Un saluto cordiale a tutti i compagni, ai vecchi e tenaci militanti delle organizzazioni clandestine sotto la tirannide fascista, ai reduci gloriosi dai carceri e dai campi di concentramento, e alle reclute nuove, ai giovani che oggi si raccolgono sotto la nostra bandiera, sicuri di trovare nel partito comunista la guida di cui ha bisogno la classe operaia, di cui ha bisogno il popolo, di cui ha bisogno, per uscire dalla tragica situazione presente, tutto il nostro paese. Un saluto particolarmente affettuoso agli operai e ai comunisti di Napoli. Bravi i comunisti napoletani! In una situazione difficilissima, soli o quasi soli, voi avete saputo compiere il vostro dovere. Per la prima volta nella storia del movimento operaio napoletano, avete saputo gettare le basi di un movimento comunista di massa, legato al popolo, unito, disciplinato. Tutto il partito, tutta l'Italia proletaria e popolare vi è riconoscente. Avanti, con entusiasmo, con decisione e con accortezza politica, sulla via per cui vi siete messi! Il popolo della vostra città ha bisogno del vostro aiuto, della vostra guida, per superare le dure prove del momento e unirsi tutto nella lotta per la salvezza del nostro paese. Molte delle cose che già ho visto qui, appena tornato, mi hanno stretto il cuore. Il nostro paese è stato portato non soltanto alla disfatta, ma allo sfacelo e all'umiliazione dalle canaglie fasciste, da coloro che le hanno messe al potere e ve le hanno mantenute per più di venti anni, fino a che tutto è crollato. Il nostro compito, oggi, è chiaro. Spetta alle forze popolari ridare al paese tutto quello che esso ha perduto: la sua unità, la sua libertà, la sua indipendenza, il suo benessere, la sua dignità. E la classe operaia e il suo partito verrebbero meno a se stessi se non fossero nelle prime file di questa lotta per la salvezza e la rinascita della nazione. Dobbiamo cacciare le bande degli assassini tedeschi dal sacro suolo del nostro paese, dobbiamo schiacciare e distruggere per sempre tutti i residui dell'immondo regime fascista, autore della catastrofe della nazione. Dobbiamo creare una Italia nuova, libera, democratica, nella quale siano aperte al popolo tutte le vie del progresso politico e sociale. Per raggiungere questi obiettivi, - e per raggiungerli presto, il più presto che sia possibile, - noi vogliamo che si uniscano tutte le forze schiettamente nazionali. Noi combattiamo per l'unità della nazione italiana redenta dall'onta del fascismo, perché sappiamo che questa unità è la migliore garanzia di una rapida fine delle sofferenze del popolo e di una rinascita sollecita di tutto il paese. So che oggi strati sempre più vasti del popolo, dagli operai ai contadini, dagli intellettuali d'avanguardia alle masse delle nuove generazioni, guardano al nostro partito con fiducia e molto attendono da noi. Io darò tutte le mie forze, compagni, affinché il partito comunista sappia soddisfare questa attesa, sappia essere degno di questa fiducia. Al lavoro, compagni! Nel fronte della nazione in lotta per la sua libertà e per la sua resurrezione il nostro posto è in prima fila!