Discovering Adrano

Tradizioni e cultura del territorio adranita

Personalità illustri

Volti e storie che raccontano l'anima di Adrano attraverso i secoli

Branchina

Pietro Branchina
(1876 - 1953)

Ad Adrano, il 27 maggio 1876, venne alla luce Pietro Branchina, che nella medesima città concluse la sua vita l'11 febbraio 1953. Nato da una famiglia di agricoltori, rivelò fin da piccolo una spiccata inclinazione per la musica, apprendendo da autodidatta la pratica dell'organo.

Petronio

Giovanni Petronio Russo
(1840 - 1910)

Il 24 giugno 1840 nacque ad Adrano Giovanni Petronio Russo, che nella stessa città si spense il 14 dicembre 1910. La sua figura fu poliedrica: inventore, saggista, artista e amministratore comunale nel ruolo di assessore.

Salanitro

Carmelo Salanitro
(1894 - 1945)

Nato ad Adrano il 30 ottobre 1894, Carmelo Salanitro trovò la morte nel campo di concentramento di Mauthausen il 24 aprile 1945. Rappresentò una delle figure più significative dell'opposizione al fascismo in Italia: dapprima ricoprendo il ruolo di consigliere provinciale a Catania per il Partito Popolare, e successivamente svolgendo la professione di docente di latino e greco, apparentemente lontano dalla politica.

Cariola

Turi Cariola
(1911 - 1985)

Ad Adrano videro la luce e si concluse l'esistenza di Turi (Salvatore) Cariola, rispettivamente il 7 luglio 1911 e il 6 settembre 1985. Unico figlio di Concetta Lo Re e del coltivatore Carlo Cariola, il suo percorso scolastico fu discontinuo, dovendo affiancare fin da giovanissimo il padre nel lavoro dei campi. Ciò non gli impedì, comunque, di coltivare fino ai sedici anni, in maniera autodidatta e grazie all'appoggio del maestro Simone Ronsisvalle, una passione per la musica, la pittura e la scultura.

San Nicolò Politi

San Nicolò Politi
(1117 - 1167)

San Nicolò Politi nacque ad Adrano (allora Adernò) nel 1117, unico figlio della famiglia Politi, ottenuto dai genitori dopo anni di preghiere. Fin da bambino manifestò segni di straordinaria devozione religiosa. A circa diciassette anni, i genitori vollero farlo sposare contro la sua volontà, ma proprio nella prima notte di nozze un messaggero celeste lo invitò a seguire una vita di penitenza. Nicolò fuggì allora dalla casa paterna e si rifugiò in una grotta nella contrada "Aspicuddu", alle falde dell'Etna, non lontano da Adrano.

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