Adrano in festa: colori, riti e devozione di un popolo che non dimentica le sue radici
Uno degli eventi della tradizione più attesi è quello che si svolge il 3 agosto, giornata dedicata ai festeggiamenti del Santo Patrono, S. Nicolò Politi: La “Volata dell’Angelo”, quando una bambina o un bambino vestito da angioletto recita un’antica poesia sopra il simulacro del Santo ad un’altezza di circa 12 metri. La bambina, o il bambino, viene cinto con una fune a cui è assicurato un gancio che parte da Palazzo Bianchi e arriva in Chiesa Madre. Alla fine della poesia sacra l’angelo lancia un omaggio floreale sul fercolo del Santo e risale verso in alto verso la Chiesa Madre. Seguono lunghi fuochi d’artificio. La cerimonia, inserita nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia, oltre al significato commemorativo ha anche una rilevanza storica, in quanto si pensa che sia celebrato già dalla fine del ‘700, quando il Santo fu proclamato” Patrono di Adernò”. La “Volata” simboleggia la chiamata di Dio al giovane Nicolò che la notte prima delle nozze è guidato proprio da un Angelo in un luogo di preghiera, una grotta detta “Aspicuddu” dove vivrà per molti anni nascosto in eremitaggio. Tale grotta, tra l’altro è ancora meta di pellegrinaggio, e si trova a pochi chilometri dal centro abitato. Alla suggestiva ed emozionante manifestazione di devozione della “Volata dell’Angelo” sono presenti ogni anno migliaia di fedeli e visitatori. Per scegliere l’Angelo della volata ogni anno viene organizzato un concorso al quale i bambini fino dai sette agli undici anni possono partecipare tramite una selezione a cura di un comitato preposto, davanti al quale si recita la famosa ode sacra che sarà poi proclamata la sera del 3 agosto: “Silenzio Popolo! Salve o Nicola, i secoli ti chiameran beato! Inno immortal di Gloria in ciel sarà cantato! A te che fosti intrepido con l’alma e con la fè Il cor serbasti incolume dell’universo al Re. Nell’ora del pericolo a te ricorreremo, nel dì della vittoria uniti a Te saremo. In questo dì solenne di gloria e di amor gridiamo uniti: viva, viva il fulgido San Nicolò Politi!
In merito alle tradizioni religiose pasquali, grande rilevanza ad Adrano assumono le giornate del triduo pasquale, vissute con profonda partecipazione dal popolo adranita. Esse iniziano con la rappresentazione della “Via Crucis vivente” curata da decenni dai giovani della Parrocchia locale del Rosario. Le tradizioni religiose entrano poi nel vivo la sera del Giovedì Santo, quando tra le vie di Adrano ha inizio la lunga processione del “Cristo alla colonna”, alla quale partecipano anche tutte le Confraternite adranite, i cui membri indossano dei cappucci bianchi. Il simulacro ligneo è del 1600. La caratteristica singolare della statua del Cristo sono i capelli veri che sono donati dai fedeli come ex voto. Particolarmente suggestivo è il canto sacro eseguito durante la processione in tappe stabilite. È il canto del “Di mille colpe reo composto da Benedetto Ciancio. Le tradizioni della Settimana Santa proseguono con la processione del Venerdì Santo della Madonna dell’Addolorata e quella serale del “Lizzante”, simulacro del Cristo morto. Questa è forse la serata più sentita ed emozionante. La mattina della Domenica di Pasqua, in Piazza Umberto si svolge una rappresentazione teatrale sacra: “I diavulazzi i’ Pasqua”. Scritta dal poeta adranita Don Anselmo Laudani, nel 1752, costituisce un importante patrimonio culturale locale. Il dramma racconta la lotta tra il Male, rappresentato dai demoni Lucifero, Belzebù e Astarot, e il Bene, rappresentato dall’Arcangelo Michele, che mandato da Dio riesce a salvare l’Umanità prevalendo sulla morte e sul peccato. Tradizionalmente si svolge nella mattinata del giorno di Pasqua, da qualche anno vi è una replica serale che per la presenza di luci ed effetti scenici speciali è particolarmente suggestiva.
La Festa dei Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino ad Adrano si articola tra devozione locale e legame storico con il celebre santuario di Trecastagni. Molti devoti adraniti compiono tradizionalmente pellegrinaggi a piedi in quest'ultimo paese etneo in occasione del 10 maggio. Ad Adrano, il culto viene vissuto intensamente con celebrazioni dedicate presso la parrocchia cittadina intitolata ai tre santi martiri. La festa si svolge ogni penultima domenica di maggio con celebrazioni in onore dei tre martiri e con la processione delle reliquie e del fercolo tirato dai devoti che indossano il sacco bianco, il cingolo e zuccotti rossi. Questa devozione affonda le sue radici nel lontano 1517 quando i cavalieri lentinesi nel tragitto dal convento di Fragalà e a Lentini, percorrendo le trazzere montanare, fermatesi per una breve sosta presso la chiesa di Santa Domenica vicino il fiume Simeto del Comune di Adernò donarono al parroco tre frammenti di reliquie affinché potesse continuare a mantenere viva la venerazione come da tradizione. Ad Adrano, ogni anno, sfilano per le vie cittadine coloratissimi carretti siciliani che precedono il fercolo e le reliquie guidati da devoti che allietano le strade suonando strumenti tipici e trainati da baldanzosi cavalli allegramente bardati. Alcuni di questi carretti sono stati costruiti e pitturai interamente dai loro carrettieri e si tramandano da generazioni.