Adrano sorge su un altopiano lavico, alla confluenza dei fiumi Salso e Simeto, sul sito dell’antica Adranon, fondata da Dionigi I, tiranno di Siracusa, nel 400 a.C., presso il tempio del dio Adranos. La tradizione racconta che a custodire il tempio ci fossero più di mille cani sacri, i “Cirnechi dell’Etna” che proteggevano gli amici del tempio di giorno e sbranavano con violenza i malintenzionati di notte. I primi insediamenti del territorio di Adrano, situata nella parte sudoccidentale del vulcano Etna, risalgono addirittura al periodo neolitico, tra il 6500 e il 3500 a.C.. In particolare, sulla sponda sinistra del Simeto è stata rinvenuta la parte meridionale della città siculo-greca risalente al IX-V secolo a.C. In un primo tempo Adranon fu presidio militare siracusano posto a difesa delle vie di comunicazione che si incontravano nella zona della Valle del Simeto. Nel 344.a.C., gli adraniti favorendo la campagna vittoriosa di Timoleonte ebbero in premio la libertà e si diedero una costituzione democratica, elevando la loro città a “Polis”. La democrazia in Adranon durò circa 40 anni (344-303 a.C.), durante i quali prosperò dal punto di vista socioeconomico e coniò monete. Con Agatocle, Adranon tornò sotto il dominio siracusano. Nel 263 a.C., durante la prima guerra punica, Adranon fu assediata e distrutta dai romani guidati dai consoli M. Otacilio Crasso e M. Valerio Massimo, che la resero “tributaria”. Durante gli ani 136-132 a.C., la città non ebbe un unico nucleo urbano, ma diversi “quartieri residenziali”, con condizioni socioeconomiche modeste rispetto al periodo preromano. Seguirono dominazioni germaniche, bizantine e poi quella dei Saraceni. Durante la dominazione araba (850-1070), la città prese il nome di Adarnù. In questo periodo, lungo le rive del Simeto, si svilupparono grossi centri urbani. A questo periodo risalgono il Ponte dei Saraceni, il pianterreno del Castello Normanno, l’abbeveratoio di Piazza Giacomo Maggio, la torre cilindrica di Minà, e i due archi di Piazza Sant’Agostino. Dal 1070 circa inizia la dominazione dei Normanni. Il gran Conte Ruggero I d’Altavilla, fondò la Contea di Adernò, della quale apparteneva il territorio di Catenanuova, Centuripe e gran parte delle campagne degli attuali comuni di Biancavilla, S. Maria di Licodia e Paternò. Ruggero I d’Altavilla donò la contea alla nipote Adelasia che visse e dimorò nel Castello Normanno. Per volere di Adelasia la cittadina fu abbellita anche di prestigiosi monumenti come la chiesa convento di S. Lucia e la Chiesa di Santa Domenica sul Simeto. Non ci sono molte fonti relative alla dominazione angioina ed aragonese. Sotto il casato dei Moncada, la contea di Adernò si espanse. Nel 1456 essa acquistò la sua denominazione feudale su Paternò e Guglielmo Raimondo Moncada acquisì anche il titolo di Principe. Il terribile terremoto del 1693 danneggiò in modo grave il Castello e pose fine la permanenza dei Moncada in Adernò. Nel corso del ‘700 sorsero imponenti palazzi e chiese ad opera di artisti di fama. Nell’800 Adernò divenne capoluogo del Circondario che comprendeva i feudi di Miraglia, Carcaci e Aragona. Nel 1860 fu devastata da un altro potente terremoto. Gravi danni furono inferti alla città anche nell’agosto del 1943 a causa dei combattimenti tra le truppe tedesche e gli alleati.